VOCE
IL CASO
11.03.2026 - 08:00
Sulle trivellazioni in Polesine, Fratelli d’Italia ha preparato la propria contro-mozione che si accosta alla mozione già protocollata lo scorso 24 febbraio dai capigruppo di opposizione Diego Crivellari e Palmiro Franco Tosini. La proposta era stata annunciata da giorni dal coordinatore comunale FdI Matteo Zangirolami e martedì, dopo che il direttivo comunale del partito l’ha approvata all’unanimità, è stata affidata al capogruppo Nello Piscopo affinché apra una trattativa con i gruppi consiliari con l’obiettivo di trovare un’intesa con l’intera aula. “Il mandato dato al nostro capogruppo - spiega Zangirolami - è quello di mediare con gli altri gruppi per tentare di addivenire ad un documento unitario sulla base dei contenuti della nostra mozione che riteniamo possano essere condivisi da tutti. Faremo il massimo sforzo per arrivare ad un’intesa che darebbe maggiore forza al documento perché siamo convinti che, su temi di questo tipo, dovrebbe valere la difesa del territorio rispetto alla sterile polemica politica o alla velleità di volersi ergere a paladini, che servirebbe a poco”.
A questo punto, vale la pena entrare nel dettaglio del testo della mozione targata FdI, dal titolo “No all’estrazione di idrocarburi in Polesine e richiesta di appositi stanziamenti da destinare al contrasto del fenomeno della subsidenza”. Il cuore del documento impegna il sindaco e la giunta “ad evidenziare in tutte le sedi istituzionali la propria ferma contrarietà all’avvio di nuove attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi, su tutto il territorio provinciale ed al largo delle coste prospicienti, in assenza di precise garanzie sulla tutela e sicurezza dei territori interessati e, più precisamente, in assenza di indipendenti evidenze tecniche e scientifiche che dimostrino, senza equivocabile dubbio, la totale assenza di rischi idrogeologici ed alla sicurezza idraulica, visti gli acclarati fenomeni di subsidenza derivanti dall’attività estrattiva di idrocarburi degli anni passati, sulla base del principio di precauzione che deve necessariamente contraddistinguere ogni amministratore pubblico”. Inoltre, chiede “lo stanziamento di fondi dedicati alla mitigazione del fenomeno della subsidenza, in particolare di quello della cosiddetta ‘subsidenza sommersa’, e più in generale alla sicurezza idrogeologica ed idraulica”.
In questo modo, FdI punta a conciliare la posizione di apertura alla discussione espressa dal sindaco Valeria Cittadin con il no senza se e senza ma proposto dalla mozione di Crivellari e Tosini e sostenuta in questi giorni anche dal capogruppo di Rovigo si ama Federico Frigato. Non a caso, il sindaco, appreso della mozione di FdI, ha commentato: “E’ un testo che dà la possibilità di discutere. Io non ho mai detto sì alle trivellazioni in Polesine ma prima di dire no o, comunque, prima di prendere una posizione servono dati certi, scientifici e oggettivi”.
Dal canto suo, Zangirolami ribadisce: “Confido nel senso di responsabilità da parte di tutti, le posizioni credo siano conciliabili e mi pare che la volontà comune sia quella di tutelare il territorio dai possibili rischi di subsidenza derivante dalla campagna di estrazione degli idrocarburi svolta in passato. E’ chiaro che vale il principio di precauzione in assenza di garanzie e che servono delle evidenze scientifiche che dimostrino la totale sicurezza di questo tipo di attività. Pur comprendendo la necessità del governo di diversificare le fonti di approvvigionamento energetico e di cercare di essere autosufficienti, riteniamo che il Polesine non si sia mai tirato indietro: ha ospitato la centrale di Polesine Camerini e ospita la più grande piattaforma offshore d’Italia oltre ad una alta concentrazione di impianti del il fotovoltaico e del biogas. Però, visto che ancora oggi stiamo pagando a caro prezzo le estrazioni passate che pesano sui bilanci dei consorzio di bonifica e, quindi, sulle tasche dei cittadini, pretendiamo ampie garanzie. Contestualmente, chiediamo lo stanziamento di fondi appositi da dedicare alla lotta alla subsidenza e alla sicurezza idrogeologica. Non comprendo la posizione di chiusura a priori di Frigato”.
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