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“Aumento contenuto ma necessario”

Il cda alza di un euro al giorno la rette della Casa del Sorriso: “Far fronte ai costi crescenti”

“Aumento contenuto ma necessario”

Un aumento contenuto, ma ritenuto necessario per far fronte ai costi crescenti. Dal mese di marzo, la Casa del sorriso ha deciso di aumentare di un euro le rette giornaliere applicate agli ospiti della struttura. La decisione è stata formalizzata con una recente delibera del consiglio di amministrazione dell’ente di via San Nicolò che richiama il contesto economico attuale e le precedenti determinazioni adottate dall’ente. Nel documento si evidenzia infatti come “nell’ultimo anno si sia registrato un aumento inflazionistico di tutti i prezzi, con un aggravio conseguente della sostenibilità economica dell’ente”.

Il Cda, nello stesso atto, ricorda anche che l’ultimo adeguamento delle rette risale all’ottobre 2024 e valuta ora “la necessità di aumentare di un euro le rette, sia in libero mercato che per gli ospiti in convenzione”. A spiegare le ragioni della scelta è il presidente dell’ente, Tommaso Zerbinati. “E’ un aumento dovuto all’aumento del costo della vita, oltre al fatto che c’è stato l’adeguamento dei salari dei dipendenti previsto dal nuovo contratto collettivo nazionale - afferma - Per colmare il gap abbiamo quindi dovuto aumentare, anche se abbiamo deciso di contenere l’aumento a un euro per tutte le rette”. Un incremento minimo, dunque, che secondo la direzione rappresenta un compromesso tra la necessità di mantenere l’equilibrio economico della struttura e l’attenzione alle famiglie degli ospiti. “Stiamo poi lavorando per avere tutti i posti occupati - aggiunge Zerbinati - un altro aspetto che ci permette di coprire gli aumenti”. L’obiettivo resta infatti quello di garantire la sostenibilità della struttura continuando allo stesso tempo a mantenere elevato il livello dei servizi offerti agli ospiti.

Sul tema si è espresso anche il comitato familiari degli ospiti della struttura, che nei giorni scorsi ha incontrato il Cda per un aggiornamento sulla situazione dell’ente e per discutere proprio del costo delle rette. “Pur essendo un aumento contenuto - spiegano dal comitato - questa cifra andrà comunque a incidere sull’economia di ogni singola famiglia”. L’auspicio espresso dai familiari è “che anche nel prossimo futuro non ci siano ulteriori aumenti”.

Dal confronto con l’ente è emerso inoltre come la situazione economica della struttura “stia lentamente migliorando e che si possa intravedere una luce in fondo al tunnel”. Resta però più complessa la situazione generale delle Ipab in Veneto, considerate dal comitato in una fase “critica”. Tra i problemi segnalati ci sono la difficoltà nel reperire personale, il quale “tende a spostarsi nelle Ulss dove i carichi di lavoro sono meno pesanti, mettendo in difficoltà le strutture. Le rette tendono ad aumentare mettendo in difficoltà le famiglie e le case di riposo, che faticano a ricevere impegnative residenziali dalla Regione. Il nuovo governatore del Veneto sembra disponibile a discutere di questo annoso problema che si trascina da almeno un ventennio”.

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