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il caso della famiglia del bosco

Catherine, lacrime e silenzio

Sola tra natura e preghiera, il pensiero resta ai figli lontani

Catherine, lacrime e silenzio

Nel silenzio del bosco, tra gli animali e la natura che da sempre considera il suo rifugio, Catherine vive giorni di isolamento e dolore. Da quando è stata costretta a lasciare la comunità, venerdì scorso, la donna si è ritirata nel casolare immerso nel verde, lontana da tutto. Con lei restano soltanto la madre e la zia, arrivate dall’Australia per sostenerla in uno dei momenti più difficili.

Le giornate scorrono lentamente tra il giardino e la casa nel bosco. Spesso si ferma sull’amaca, in silenzio, mentre osserva il nipotino giocare tra gli alberi, gli stessi dove fino a pochi mesi fa correvano anche i suoi tre figli. La loro assenza pesa più di ogni altra cosa. Un vuoto che l’ha spinta persino a rinviare alcuni incontri fissati con i suoi avvocati.

Al tramonto è arrivata anche una suora, accolta insieme al marito Nathan per un momento di preghiera. Il bosco è tornato così a essere il suo “posto sicuro”, un luogo di raccoglimento e riflessione, mentre la vicenda familiare continua a restare sospesa.

Ieri sera Catherine ha voluto rompere per pochi istanti il silenzio. Davanti alle telecamere ha rivolto un messaggio di ringraziamento agli italiani. «Grazie per il supporto e per l’affetto che ci state dimostrando. Qui ci sono persone straordinarie», ha detto con voce commossa.

Nel frattempo il ruolo di Nathan diventa sempre più centrale. Nel primo pomeriggio è tornato al casolare dopo aver trascorso la mattinata nella casa famiglia, dove da quattro mesi si trovano i bambini. È lui, ora, a muoversi tra legali e istituzioni nel tentativo di trovare una soluzione alla complessa vicenda giudiziaria.

Il suo appello è chiaro: evitare presidi e proteste davanti alla struttura che ospita i figli. Un gesto che, secondo lui, potrebbe aiutare a mantenere un clima più favorevole nelle decisioni del tribunale.

Anche per il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, le ultime evoluzioni indicano un possibile scenario in cui la figura del padre assume un peso crescente. Le recenti ordinanze, spiega il primo cittadino, mostrerebbero una valutazione positiva nei confronti di Nathan. In base alla normativa italiana, la responsabilità genitoriale potrebbe essere affidata anche a un solo genitore.

Se questa ipotesi dovesse concretizzarsi, le decisioni sul futuro dei bambini spetterebbero esclusivamente al padre, con la possibilità che restino nella casa famiglia di Vasto fino a eventuali nuove disposizioni del tribunale.

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