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Cgil e Uil: “Cittadin, che imbarazzo”

Il vicesindaco: “La legittimità di quegli atti garantita dai pareri di dirigenti e segretario”

Cgil e Uil: “Cittadin, che imbarazzo”

La diffida di Fp Cgil e Uil Fpl alla giunta Cittadin perché ritiri in autotutela le due delibere di revisione della pianta organica e di spostamento dei dipendenti, bollate come “illegittime” perché “spingendosi ad indicare nomi e cognomi di dipendenti da adibirsi a questa o a quell’articolazione delle strutture di vertice, l’organo politico finirebbe per travalicare il perimetro del proprio raggio d’azione, arrivando a gestire direttamente il rapporto di lavoro di taluni dipendenti”, ha agitato le acque a palazzo Nodari. Ieri nell’ufficio del segretario generale Michela Targa c’è stato un vero e proprio “pellegrinaggio”.

Intanto, il vicesindaco Andrea Bimbatti, che fra le sue deleghe ha anche quella al personale, ribadisce: “Abbiamo revisionato la macrostruttura già due volte dal nostro insediamento, ed è evidente che una riorganizzazione preveda lo spostamento anche di personale. Parto da un principio che il Comune è uno solo, gli spostamenti intersettoriali a parità di livelli e di mansioni, che nel privato sono pane quotidiano, qui vengono subito presi come qualcosa di negativo. E’ evidente che ci siano settori più in sofferenza di altri e il nostro obiettivo, come quello della gran parte dei collaboratori e dei dirigenti, sia quello di ottimizzare i servizi per dare risposte veloci e chiare alle istanza dei nostri concittadini. La legittimità degli atti è garantita dai pareri dei dirigenti e del segretario, forse i sindacati mettono in dubbio quello, come dice giustamente anche il sindaco, perché le competenze della giunta noi le abbiamo chiare”.

Proprio a proposito di quanto detto dal sindaco, Cristiano Maria Pavarin e Riccardo Mantovan, segretari di Uil Fpl e Fp Cgil, in una nota definiscono “imbarazzante l’atteggiamento del sindaco in risposta alla richiesta di annullamento di una delibera che, al contrario, merita una seria e attenta valutazione giuridica, poiché presenta profili di dubbia legittimità. Probabilmente non è stato colto appieno il senso della nostra iniziativa. Nessuno di noi ha diffuso comunicati polemici: abbiamo semplicemente posto all’attenzione sua e della sua amministrazione una questione importante, chiedendo il rispetto delle norme. La delibera riguarda la modifica della macrostruttura per la gestione del personale. La Giunta, per suo compito istituzionale, dovrebbe limitarsi a definire gli obiettivi strategici dell’ente, senza entrare nel merito della gestione operativa dei settori e delle risorse umane. In questi giorni stiamo ricevendo inviti al confronto da parte di altre amministrazioni, per svolgere quel ruolo di collaborazione e contributo previsto dalla legge”.

Poi, l’affondo: “Non spetta a un sindaco stabilire cosa sia o non sia ‘stimolante’ per un lavoratore, né decidere quando parlare di rinnovamento. Ancor meno spetta alla politica scegliere quali norme applicare e quali disapplicare a seconda delle circostanze: esistono regole precise e vanno rispettate, a tutela dei diritti di tutti. Il rispetto delle norme e dei diritti non può dipendere dalla posizione che si occupa, non esistono diritti ‘maggiori’ per chi governa e diritti ‘minori’ per chi lavora nell’ente. E, tra questi diritti, vi è anche quello di segnalare e contestare atti che si ritengono illegittimi. Vogliamo pensare che la reazione del sindaco sia stata dettata da un momento di stizza, forse dovuto alla poca esperienza amministrativa o alla mancanza di un adeguato confronto con la struttura dirigenziale. Per questo, la invitiamo a valutare con attenzione, nelle sedi opportune, il contenuto serio e qualificato della nostra richiesta: fare le cose correttamente significa mettere i dipendenti del Comune di Rovigo nelle condizioni di lavorare al meglio e contribuire davvero al rilancio di una città che ha bisogno di risultati concreti, non di polemiche”.

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