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Il lavoro c’è, mancano i lavoratori

Bollettino Excelsior, in Polesine si stima che non ci sarà risposta per oltre un terzo delle offerte

Il lavoro c’è, mancano i lavoratori

Meccanici, ma anche elettricisti, idraulici e ora si aggiungono estetiste e parrucchieri: sono le professioni nelle quali in Polesine si fa fatica ad assumere. E ci sono piccole realtà artigiane che, proprio per questo, sono costrette a chiudere i battenti. E anche realtà più grandi, faticano a trovare operai e tecnici. Con il record di conduttori di macchine agricole che si stimano introvabili in quasi quattro casi su cinque.

E’ il cosiddetto “mismatch”, il mancato incontro tra domanda e offerta, provocato da molti fattori come il calo demografico, la formazione spesso non adeguata alle esigenze delle imprese, ma anche tempi di lavoro, prospettive e salari non adeguati alle aspettative dei giovani, che spesso proprio per questo lasciano il nostro Paese. Contribuendo ad aggravare la situazione. Proprio il calo “numerico” della forza lavoro, in Polesine, fra inverno demografico e giovani che se ne vanno, rende ancora più lacunosa la platea di potenziali assunti.

E mentre si avvicina l’estate e, con quella, il picco di offerte stagionali, per il momento il mercato del lavoro polesano sembra comunque subire un’ulteriore flessione: secondo l’ultimo bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulle previsioni occupazionali, a marzo in Polesine le nuove assunzioni complessive previste nel mese di marzo sono 1.850, 150 in meno rispetto al marzo di un anno fa. Allargando lo sguardo al trimestre, fino a maggio, le imprese stimano 5.720 entrate, ben 210 in meno rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

A questo si somma, appunto, la stima di oltre la metà delle proposte di lavoro, il 53%, che cadranno nel vuoto. In particolare, il 14,6% per preparazione inadeguata dei candidati, mentre oltre un terzo, il 33,7 proprio per mancanza di candidati. Nel dettaglio, il 77,8% di offerte di lavoro per conduttori di macchine agricole rischia di non ricevere risposta, come il 64% per tecnici della salute, il 54,8% operai tessili, il 53,8% per operaio edile, il 53,3% per meccanici artigianali, il 48,1% di conduttori di macchine movimento terra e il 45,5% di manutentori elettrici.

Matteo Rettore, direttore della Cna Padova e Rovigo, sottolinea: “Quello che noi misuriamo ancora adesso, anche se un po’ calato rispetto agli anni precedenti, è una richiesta di figure che riguardano il mondo dell’artigianato in tutti i settori, in particolare nell’edilizia e soprattutto nella parte degli impianti elettrici ed idraulici e tutti gli impianti tecnologici, cioè tutti quelli legati al risparmio energetico e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Ma anche nella meccanica di precisione è molto forte la richiesta di operai specializzati come anche nella parte delle autofficine, quindi sia autoriparatori che carrozzerie. In questo settore, purtroppo, segnaliamo che delle imprese hanno deciso di chiudere proprio perché non trovavano dipendenti. Pure nell’autotrasporto è forte la richiesta, anche se va detto che c’è la possibilità di maggiori risposte a un’offerta di lavoro molto più forte. Iniziamo a sentire difficoltà anche nel settore dei servizi alla persona, parrucchieri, estetiste e anche tatuatori che sempre di più faticano a trovare persone che vogliono operare in questo settore”.

Rettore, poi, aggiunge: “Va detto che in tutti questi settori c’è la possibilità per ragazzi o persone che si avvicinano di avere anche delle soddisfazioni economiche ben maggiori di quelle che si potevano avere nel passato. Quindi, l’artigianato si conferma per i giovani o per chi cerca lavoro come un luogo di opportunità di ricrescita professionale e anche di soddisfazione economica. Per dare seguito alle richieste delle nostre imprese, noi una volta al mese organizziamo quelli che abbiamo chiamato degli ‘speed date’ nelle scuole, cioè degli incontri tra gli imprenditori del settore artigiano e gli studenti che al termine del percorso scolastico possano entrare nelle aziende, anche per permettere agli imprenditori di conoscere quelle che sono le aspettative e le volontà di chi si affaccia sul mondo del lavoro. Un’iniziativa molto gradita dalle scuole e anche dagli imprenditori che aiuta un po’ a ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro”.

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