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veneto
12.03.2026 - 08:03
Per anni avrebbe tempestato di messaggi offensivi e minacciosi un suo ex professore delle scuole superiori, arrivando a trasformare il rapporto con l’insegnante in una vera e propria ossessione. Protagonista della vicenda è un 26enne residente a Favaro Veneto (Venezia), destinatario nei giorni scorsi di una misura cautelare disposta dal giudice del tribunale di Venezia.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri, il giovane avrebbe iniziato a inviare messaggi all’insegnante dopo la bocciatura decisa dal collegio docenti quando frequentava ancora la scuola. Nella sua ricostruzione, la decisione sarebbe stata attribuita principalmente a quel docente, che negli anni successivi sarebbe diventato il bersaglio di continui insulti e minacce.
Le comunicazioni, inviate attraverso diverse piattaforme social e servizi di messaggistica, sarebbero proseguite nel tempo con frasi offensive e intimidatorie recapitate a qualsiasi ora del giorno e della notte. L’uomo, oggi circa cinquantenne, aveva già presentato una prima denuncia tre anni fa. In quell’occasione il procedimento giudiziario si era concluso con una condanna nei confronti del giovane.
Dopo una fase di apparente tregua nel 2023, quando la situazione sembrava essersi attenuata anche a seguito delle conseguenze giudiziarie affrontate dal 26enne, all’inizio del 2025 i messaggi sarebbero ripresi con nuova intensità. A gennaio, secondo quanto riferito, il flusso di comunicazioni minacciose sarebbe tornato ad aumentare.
Lo scorso febbraio l’ex insegnante si è quindi rivolto nuovamente ai carabinieri presentando un’ulteriore denuncia. Gli accertamenti condotti dai militari della stazione di Favaro Veneto hanno permesso di ricostruire la sequenza dei messaggi e di documentare la ripresa dei contatti indesiderati.
Sulla base degli elementi raccolti, il giudice del tribunale di Venezia ha disposto una misura cautelare nei confronti del giovane. Il provvedimento, notificato martedì 4 marzo, prevede il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex professore e il divieto di contattarlo in qualsiasi modo, anche tramite strumenti informatici.
Per garantire il rispetto delle prescrizioni è stato disposto anche l’utilizzo del braccialetto elettronico. In caso di indisponibilità del dispositivo, è previsto per il 26enne l’obbligo di lasciare la provincia di Venezia. Nel fascicolo d’indagine, oltre agli atti persecutori, viene contestata anche l’aggravante legata all’uso dei mezzi informatici, poiché le molestie sarebbero avvenute esclusivamente attraverso chat e social network.
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