VOCE
Il caso
12.03.2026 - 20:31
L’inconciliabilità tra maggioranza e opposizione sul tema delle trivellazioni nel territorio provinciale e al largo delle coste polesane è sempre più insanabile e per i due schieramenti sembra inevitabile arrivare al prossimo consiglio comunale (la data sarà stabilita fra il 30 e il 31 marzo) con due distinte mozioni sul medesimo argomento. Che le due proposte procedano su binari paralleli destinati a non incontrarsi è chiaro dalle parole espresse dal capogruppo della lista civica democratica inclusiva Palmiro Franco Tosini, firmatario con il capogruppo Pd Diego Crivellari della mozione presentata dall’opposizione. Il coordinatore comunale FdI Matteo Zangirolami punta invece a trovare un’intesa ma ribadendo i contenuti della mozione della maggioranza.
Il capogruppo Tosini è irremovibile perché “occorre essere chiari e non ambigui con i cittadini difronte al disastro della subsidenza e cioè deve essere ribadita una contrarietà netta rispetto ad una contrarietà condizionata dai pareri tecnici”. Questo perché “il vero punto debole della mozione di Fratelli d’Italia – spiega – risiede nella sua formulazione dubitativa che, di fatto, apre uno spiraglio alla ripresa delle estrazioni. Ed invero, mentre la nostra mozione impegna il sindaco a manifestare la propria contrarietà in modo esplicito, quella di FdI impegna a farlo ‘in assenza di precise garanzie sulla tutela… e in assenza di indipendenti evidenze tecniche e scientifiche che dimostrino, senza inequivocabile dubbio, la totale assenza di rischi’. In diritto si direbbe che c’è un’inversione dell’onere della prova: si pretenderebbe di spostare il dibattito dal piano politico (‘non vogliamo le trivelle’) a quello tecnico scientifico. E’ evidente che, così facendo, se un domani una commissione tecnica (magari ministeriale) producesse uno studio che dichiara i ‘rischi trascurabili’ la posizione di FdI perderebbe la sua forza di opposizione”. Per Tosini, dunque, “la nostra mozione resta in piedi com’è”.
Dal canto suo, il coordinatore FdI Zangirolami bacchetta l’opposizione: “La domanda sorge spontanea: qual è il reale obiettivo del Pd e delle opposizioni nel presentare una mozione in consiglio comunale a Rovigo sul tema delle trivelle? Se l’obiettivo è per davvero quello di arrivare ad una presa di posizione forte da parte del Comune capoluogo a difesa degli interessi del territorio, allora non vedo alternativa a quella di prodigarsi nel tentativo di addivenire ad una mediazione tra posizioni che partono da sensibilità diverse, ma che non sono inconciliabili fra loro. Questo è certamente l’obiettivo che si è posta FdI Rovigo, ed il testo da noi predisposto ha cercato di andare proprio in questa direzione, ovvero trovare una sintesi fra tutte le varie sensibilità presenti ma capace comunque di assumere, sulla base del principio di precauzione che dovrebbe ispirare ogni buon amministratore pubblico, una posizione di ferma contrarietà a qualsiasi attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi in polesine, in assenza delle necessarie garanzie in termini di rischio idrogeologico”.
Secondo Zangirolami, “rinunciando sin da subito a qualsivoglia tentativo di conciliazione e preferendo rimanere ancorati ad una mozione targata solo Pd e civiche di sinistra, e che con ogni probabilità verrà respinta dall’aula, piuttosto che convergere su un testo unitario che possa esprimere con autorevolezza e forza la convinta contrarietà alle trivelle da parte dell’intero consiglio comunale, la sinistra ancora una volta dimostra di prediligere l’interesse di parte, ovvero quello di fare mera propaganda politica, demagogia e strumentalizzazione fine a se stessa, nel disperato tentativo di recuperare un minimo di consenso elettorale, piuttosto che perseguire tutti insieme il bene comune”. Inoltre, “fondamentale per FdI Rovigo – puntualizza - è anche l’obiettivo di addivenire allo stanziamento di fondi atti alla mitigazione del fenomeno della subsidenza”.
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