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IL CASO

Trivelle, “posizioni inconciliabili”

E Frigato (Rovigo si ama) attacca: “Zangirolami tenta di salvare la faccia al sindaco”

Trivelle, “posizioni inconciliabili”

Ritirare la mozione “anti-trivelle”? Per i proponenti dell’opposizione Diego Crivellari e Palmiro Franco Tosini non è un’opzione. A respingere l’ipotesi auspicata da Fratelli d’Italia, sia per voce del coordinatore comunale Matteo Zangirolami che del capogruppo Nello Piscopo, è il capogruppo Pd Crivellari che non lascia spazio a dubbi, indecisioni o ripensamenti. Il margine di discussione che FdI aveva esteso all’opposizione, per arrivare ad una intesa su un testo che conciliasse la posizione del “no alle trivelle” con la posizione aperta alla discussione del sindaco Valeria Cittadin e dell’omonimo gruppo consiliare, con le parole di Crivellari si assottiglia nettamente. “La nostra mozione è obiettivamente più chiara – dice – il punto è questo: non è possibile tenere insieme posizioni che logicamente non sono conciliabili”. Dunque, il problema è il contenuto. Su questo non ci sono possibilità di mediazione, perciò Crivellari esclude ogni possibilità di ritirare il proprio provvedimento: “Ritengo apprezzabile ogni tentativo di ricercare un fronte ampio per il territorio – chiarisce ancora il capogruppo dem – ma la nostra mozione oltre ad essere stata presentata per prima non si presta a letture di compromesso e non prevede subordinate del tipo ‘se arriva lo studio X, ecc’. È una questione di responsabilità, serietà e chiarezza”.

E sulle mozioni dedicate alle trivelle e alla ricerca di idrocarburi sul territorio provinciale o al largo delle coste polesane interviene anche il capogruppo di Rovigo si ama Federico Frigato, chiamato in causa da Zangirolami per aver detto no ad eventuali proposte “possibiliste” di FdI. “Zangirolami finge sapendo di fingere – esordisce Frigato – Il suo documento è solo il tentativo di salvare la faccia alla Cittadin ed è, come ho già detto, l’ennesima posizione supina di quello che dovrebbe essere il partito traino del centrodestra ma, che in realtà, si sta dimostrando assolutamente irrilevante nel peso politico. Per quanto mi riguarda non voterò mai un documento che lascia aperto, non si capisce in base a quali studi e ricerche innovativi, la possibilità di ferire e di sfregiare ulteriormente la nostra terra, ‘affascinante e fragile’ come ebbe a definirla un vescovo anni fa”.

Il capogruppo, poi, precisa: “Non ho mai assunto posizioni di chiusura o contrarietà precostituite e ideologiche, dallo sviluppo economico, all’urbanistica, al commercio. Ma non lascio possibilità di dialogo a chi, come in questo caso, pensa di continuare a giocare con le parole a scapito dei cittadini. A volte in politica serve il coraggio e l’autorevolezza per dire dei no. Da due anni non ne fanno passare una all’opposizione in consiglio comunale e oggi si appellano all’unità sulla testa del Polesine. Se la votino loro la mozione e la Cittadin che, gli ricordo, non ha impiegato mezzo secondo a farlo fuori”. Insomma, il clima tra i banchi dell’aula consiliare comincia a farsi rovente sulle trivelle e, in vista della prossima seduta che all’ordine del giorno dovrebbe avere entrambe le mozione, c’è da scommettere che diventerà incandescente.

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