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Arriva l'investitura: "Uniti per Bovolenta"

Sala della musica affollata per il candidato alle suppletive

Una vera e propria investitura, ricevuta di fronte a tantissime persone, da tutte le anime del centrosinistra, unite come non si vedeva da tempo e legate da  una richiesta semplice e fondamentale: che il Polesine sia rappresentato da un polesano, che conosce, vive e ama il suo territorio.

Una serata speciale, quella di giovedì 12 marzo, per Giacomo Bovolenta, il candidato del centrosinistra unito alle elezioni suppletive del prossimo 22 e 23 marzo. Lo sostengono Italia Viva, Pd, Avs e numerose forze civiche e della società civile.
A moderare la serata, alla sala della Musica di Ca’ Tiepolo, Porto Tolle, Maura Veronese, ex sindaco di Porto Viro, che ha immediatamente posto l’accento sul tema dell’incontro, ossia quella “territorialità” della quale Bovolenta è un esponente al cento per cento: portotollese d’origine, avvocato a Porto Viro, dopo gli studi e un periodo fuori provincia, ha scelto di tornare a vivere qui, impegnandosi per la nostra terra, anche in consiglio comunale a Porto Tolle.

Un ritratto, insomma, completamente diverso rispetto a quello dell’altro candidato alle suppletive, scelto dal centrodestra, bergamasco, salviniano, lombardo, del tutto estraneo al nostro Polesine e al nostro Veneto.

“Quando mi è stato chiesto se fossi disponibili a candidarmi – ha raccontato Bovolenta – ho immediatamente detto di sì, per spirito di servizio. Ben prima di sapere chi avrei avuto come ‘avversario’. Non appena l’ho saputo, tuttavia, ho sentito il mio spirito di appartenenza, al Polesine e al Veneto, violentato da quello che ritengo un atto di vera prepotenza politica nei confronti di tutto il territorio”.

“Ma come? – ha proseguito – Ma che fine hanno fatto quelli del ‘paroni a casa nostra’, quelli che per anni hanno parlato del ‘territorio’ e adesso accettano a testa bassa una persona che non c’entra nulla col territorio, non lo conosce, non lo vive, non lo ama ed è qui solo perché bisogna farlo diventare parlamentare a tutti i costi?”. “E questo in un momento in cui il nostro Polesine è sotto attacco, gli si scarica addosso tutto ciò che le altre province rifiutano: inceneritori, impianti per i rifiuti, impianti di trivellazione, persino un carcere minorile a Rovigo, che blocca ogni progetto possibile di rigenerazione urbana. Ecco perché mi candido: per la mia terra, perché merita di meglio”.

La serata ha poi visto protagoniste varie personalità locali, che hanno spiegato i motivi del loro sostegno a Bovolenta.
Cosetta Nicolasi, consigliere comunale a Porto Tolle, ha ripercorso la tragedia provocata dal granchio blu, che ha cancellato 600 partite Iva in tre anni, i cui esiti avrebbero potuto essere meno devastanti, se gestiti da una politica, regionale e nazionale, adeguata. “Abbiamo subito chiesto – ha ricordato - lo stato di calamità e altre azioni che avrebbero potuto salvare in parte la situazione, come la sospensione dei contributi previdenziali. Ma siamo stati lasciati soli. Esattamente come per la vivificazione delle lagune. Noi abbiamo bisogno di una persona come Giacomo, che conosca il territorio, sappia dove siano Bonelli, o Ca’ Tiepolo, o Pila, e possa rappresentarci”.

Un affresco chiaro della difficile situazione del Polesine e della necessità di voltare pagina è stato tracciato da Michela Ferrarese, ex assessore comunale a Porto Tolle. “Nel 1961 – ha detto, dati alla mano – in Polesine avevamo 258mila abitanti, oggi sono 227mila, solo nell’ultimo decennio ne abbiamo persi 14mila. L’età media è di 50 anni, gli over 65 sono il 30%, gli under 14 il 10%, abbiamo un Pil pro capite di 10mila euro annui inferiore alla media nazionale e il record, nella classifica nazionale, di aziende chiuse nel 2025, ben 305”. Numeri impietosi, dopo decenni di governo regionale di centrodestra.

Parola, quindi, a Sebastiano Boscolo, operatore turistico di Scardovari. “Il nostro territorio ha già tutto, per eccellere a livello turistico – ha spiegato – Tante persone, il cui reddito è stato azzerato dall’emergenza granchio blu, stanno investendo nel settore. Peccato, però, che siano completamente lasciate a se stesse, senza alcun incentivo, senza alcun credito agevolato. E’ per questo che non possiamo lasciarci sfuggire l’occasione di mandare un polesano, come Giacomo, nella stanza dei bottoni, dove si prendono le decisioni”.

Omar Barbierato, ex sindaco di Adria, ha posto l’accento sull’emergenza ambientale che il Polesine sta fronteggiando. “Ci troviamo da soli ad affrontare aziende che vengono a speculare ai danni del territorio, per prendere fondi messi a disposizione con troppa leggerezza e che poi abbandonano gli amministratori con i danni provocati. Siamo stufi di politici che ci vengono a dire cosa dobbiamo fare, vogliamo politici che ci ascoltino e ci aiutino a fare quello che noi sappiamo che è necessario”.

Chiusura affidata ad Angelo Motta, ex consigliere comunale di Porto Tolle. “Abbiamo una persona del territorio, come Giacomo, che sa dove è Bonelli, dove è Papozze, che ha i nostri numeri di telefono, che ha dimostrato di avere la schiena dritta, che ha preso parte alla manifestazione contro le trivelle e che ha preso posizione contro l’inceneritore di Loreo. Noi dobbiamo mandare a Roma qualcuno che difenda noi e difenda la nostra terra”.

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