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L’incontro

“Radiologia, mancano 11 medici”

Brenga: “Le carenze di Adria e Trecenta scaricate su Rovigo,oltre 2.200 giornate ci ferie da smaltire”

“Radiologia, mancano 11 medici”

“La situazione della radiologia è e resta una situazione critica e rimane ancora una situazione critica: mancano professionisti, mancano supporti alle periferie, si lavora in continue situazioni di stress, i radiologi a volte sono costretti anche a venire al lavoro nonostante siano in malattia e avanzano tantissimi giorni di ferie: per questo abbiamo voluto il confronto in prefettura con l’azienda”. Così Pasquale Brenga, segretario della Fp Cgil di Rovigo a margine dell’incontro di venerdì nell’ambito della procedura di conciliazione attivata dalla Cgil per la situazione della radiologia, articolazione fondamentale delle strutture ospedaliere. Per questo, come annunciato dall’Ulss, si ricorrerà all’innesto immediato di due medici “a gettone” e, poi, per cinque mesi, a cooperative che dovrebbero coprire i turni notturni e festivi, almeno per far rifiatare chi negli ultimi mesi non è riuscito a farlo. E, vista l’unità d’intenti, è stata sottoscritta la procedura di conciliazione.

Brenga ha delineato il perché delle difficoltà: “L’organico teorico ufficiale dei radiologi è 34 unità: 5 per Adria, 5 per Trecenta e 24 per Rovigo, compreso il direttore. I radiologi oggi effettivamente presenti sono però 25: 3 a Trecenta, 2 ad Adria e 20 a Rovigo. Ma dei 20 assegnati a Rovigo, quattro sono senologi, uno è il direttore ed è attualmente in smaltimento ferie propedeutiche alla quiescenza, due sono in maternità. Gli effettivi disponibili risultano quindi 13 e mancano di fatto 11 radiologi”. E, per far capire come questo incida anche sulla vita stessa dei medici, oltre che sul loro carico di lavoro, ha spiegato che “i radiologi devono smaltire più di mille giorni di ferie residue dell’anno scorso. Sommando anche le ferie dell’anno in corso, il monte complessivo supera le 2.200 giornate. Questo significa che la struttura non solo lavora sotto organico, ma senza margini di recupero”.

Un’emergenza, alla cui soluzione tutti, venerdì, al tavolo convocato dal prefetto Franca Tancredi, si sono detti decisi a intervenire. “E’ interesse primario dell’azienda - rimarca l’Ulss, rappresentata al tavolo da Roberto Sembeni e Carla Destro, direttore amministrativo e direttore sanitario - garantire la qualità del servizio e qualità e benessere lavorativo ai dipendenti. Durante il confronto l’azienda ha illustrato le misure volte ad affrontare le criticità organizzative del servizio di Radiologia messe in atto già a partire dalla seconda metà del 2025. In particolare, al fine di incrementare l’attività radiologica, l’azienda è stata autorizza dalla Regione al potenziamento della pianta organica con ben 7 unità in più e per tale motivo ha aderito al concorso bandito da Azienda Zero per l’assunzione di nuovo personale; dalla fine di marzo è previsto l’inserimento di due radiologi liberi professionisti; dalla fine di maggio è previsto il ricorso a personale medico esterno per garantire la copertura dei turni notturni e festivi, per una durata stimata di cinque mesi; in previsione della prossima quiescenza del direttore della Radiologia è stato indetto il bando per la nomina del nuovo direttore; è stata inoltre prospettata l’attivazione di telerefertazione in collaborazione con l’Azienda ospedaliera di Padova da giugno”. Questo, in particolare, per il tema della neuroradiologia sollevato dalla Cgil.

Brenga ha posto anche la questione degli ospedali di Adria e Trecenta: “Non possono continuare a essere gestite senza una linea programmatica chiara, stabile e verificabile. La sensazione concreta è che il sistema venga tenuto in piedi scaricando sulle professionalità di Rovigo le ricadute organizzative, i vuoti di copertura e le esigenze di tenuta dell’intera rete”. Per questo, nonostante la volontà di trovare una soluzione e le ipotesi messe in campo, Brenga non ha lesinato una stoccata: “Mi sarebbe piaciuto vedere al tavolo il direttore generale Mauro Filippi. Perché ora stiamo dando un ristoro momentaneo a un’emergenza, ma non deve essere una buca tappata con un po’ d terra, l’incontro serviva per costruire una soluzione duratura e, per questo, la presenza del dg era fondamentale”.

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