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ECONOMIA

Il ministro a Rovigo: “Impauriti, ma pronti a reagire”

Il ministro Giorgetti agli industriali rodigini: “Ci penalizza il costo dell’energia e l’incertezza”

 Ha partecipato al Consiglio supremo di difesa, convocato ieri dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dove si è discusso di guerra in Iran e in qui il Quirinale e Palazzo Chigi condividono la “grande preoccupazione per la crisi dell’ordine internazionale” e per il moltiplicarsi dei conflitti. E questa preoccupazione, insieme alla determinazione a trovare delle soluzioni, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti l’ha portata all’attenzione degli imprenditori di Rovigo. 


A raggruppare il gotha dell’imprenditoria locale, Carlo Scabin, uno dei più importanti industriali del nostro territorio, che ha dato appuntamento alla Nespola di Lusia.


Scabin ha introdotto Giorgetti sottolineando: “Stiamo vivendo una situazione geopolitica che ci mette a dura prova. Qui sono rappresentati imprenditori della manifattura, dell’automotive, dell’agroalimentare ed eccellenze del distretto ittico e della giostra. Siamo preoccupati, ma abbiamo fame, e siamo pronti a reagire. Siamo rincorsi dal costo dell’energia e dalla situazione complessa che si è venuta a creare. I noli marittimi, per esempio, sono schizzati alle stelle. Inoltre attendiamo le misure per l’iperammortamento. In questo momento siamo anche bloccati ma Rovigo esporta il 40% di quello che produce. Questo dimostra la voglia di fare impresa che abbiamo”.


Io invece sono preoccupato e impaurito - non ha nascosto Giorgetti - Viviamo in un momento molto complicato e in una situazione straordinaria e di totale incertezza. Nessuno riesce a prevedere quanto potrà durare e l’esito finale di questa guerra. Abbiamo fondato una politica molto responsabile che ci ha consentito di ridurre lo spread, ma questa guerra ha innervosito i mercati. L’altro giorno (al G7 Finance ndr) ho osato dire che è una follia alzare i tassi di interesse e la soluzione non può essere la stretta monetaria”.


Per l’Italia, e il Veneto non fa differenza, la questione del costo dell’energia è principale: “L’Italia paga un prezzo altissimo - ha ribadito Giorgetti - questo è un Paese che non ha fonti energetiche primarie e ha rinunciato al nucleare e questo comporta due cose: un costo dell’energia più alto non favorevole rispetto a quello che viviamo in questi giorni e un gap rispetto al resto d’Europa che invece conta su fonti energetiche primarie e che prende decisioni diverse dalla nostra. Chi può contare sul nucleare sicuramente vive questo momento in maniera diversa e in Ecofin propone soluzioni diverse. L’altro giorno qualcuno ha avuto anche il coraggio di dire che era un bene che il prezzo dell’energia salisse”.


Poi c’è la “fame”, come la chiama Carlo Scabin, l’ottimismo tipico degli imprenditori, la capacità di reagire sempre a ogni stimolo anche negativo. Che Giorgetti sintetizza con un esempio. “I dazi dovevano essere la debacle, ma dopo lo shock c’è stata la reazione. Diversamente da altri paesi noi sappiamo reagire e trovare soluzioni. L’anno scorso le esportazioni sono cresciute tantissimo. Purtroppo le importazioni sono cresciute molto di più, indovinate da dove? Dalla Cina”.

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Commenti all'articolo

  • Andrychan

    14 Marzo 2026 - 08:10

    Basta fare pace con la Russia e passa la paura

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