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UNIVERSITA' DI PADOVA

44 segnalazioni in un anno

Molestie, mobbing e tensioni nei rapporti accademici

44 segnalazioni in un anno

Un anno segnato da conflitti interni, segnalazioni di molestie e rapporti accademici sempre più difficili. È il quadro che emerge dalla relazione sull’attività 2025 del consigliere di fiducia dell’Università di Padova, presentata al Senato accademico. Il documento restituisce l’immagine di una comunità universitaria attraversata da tensioni che coinvolgono docenti, studenti e ricercatori.

Nel corso del 2025 sono state registrate 44 segnalazioni complessive, un dato in crescita rispetto alle 41 iniziali dopo l’istruttoria interna condotta dall’avvocato Alessandro Zanotto. Il servizio ha gestito mediamente tra 3 e quasi 4 casi al mese, con una prevalenza di segnalazioni presentate da donne, 27 contro le 14 arrivate da uomini.

Tra i fenomeni più segnalati emerge il mobbing, presente in 15 casi. Seguono le molestie morali o verbali, undici episodi legati a comportamenti ritenuti lesivi della reputazione o della professionalità. Nella relazione compaiono inoltre sette segnalazioni di atti persecutori, cinque casi di molestie a sfondo sessuale, comprese situazioni di violenza, e tre vicende legate al mancato riconoscimento dell’autorialità scientifica, considerate un danno alla professionalità. Alcune segnalazioni sono state invece giudicate non pertinenti rispetto alle competenze dell’ufficio.

Uno dei passaggi più delicati riguarda i rapporti tra docenti e studenti, descritti come talvolta caratterizzati da un’eccessiva informalità. Secondo il consigliere di fiducia queste dinamiche possono generare situazioni sbilanciate, soprattutto quando coinvolgono studentesse, creando aspettative e forme di dipendenza nei confronti dei professori.

Le criticità non si limitano agli spazi fisici dell’ateneo. La relazione segnala infatti problemi anche nei gruppi online della comunità universitaria, dove si sarebbero verificati episodi di offese, intimidazioni, calunnie e diffusione di informazioni riservate, oltre a insinuazioni sulle condizioni personali di alcuni membri e tentativi di screditarne l’immagine.

Tra le categorie più esposte compaiono i ricercatori, che avrebbero segnalato difficoltà legate alla progressione di carriera e al riconoscimento del merito scientifico. Il documento rileva inoltre un aumento di casi di discriminazione di genere interiorizzata, cioè tensioni e pressioni che si sviluppano tra persone dello stesso genere.

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