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il caso della famiglia nel bosco

Allontanamenti dei minori, stretta del governo

Nuove regole in arrivo

Allontanamenti dei minori, stretta del governo

La maggioranza prepara una svolta nelle procedure che portano all’allontanamento dei minori dalle famiglie. Un disegno di legge presentato in Senato introduce nuove garanzie tecniche e motivazioni più rigorose per i giudici, con l’obiettivo di assicurare che la separazione tra figli e genitori sia davvero la scelta più idonea alla tutela del minore.

Il provvedimento nasce nel pieno delle polemiche legate al caso della famiglia che viveva nella campagna di Palmoli, vicenda che ha spinto il ministero della Giustizia a inviare ispettori al tribunale per i minorenni dell’Aquila. In questo clima politico e mediatico, il centrodestra punta a rafforzare le verifiche prima che venga disposto un provvedimento così delicato.

Il cuore della proposta è l’introduzione obbligatoria di una consulenza tecnica d’ufficio prima di stabilire l’allontanamento del minore. L’analisi dovrà accertare l’eventuale presenza di condizioni di rischio per la salute psicofisica del bambino, valutando l’ambiente familiare e le possibili alternative. La perizia dovrà anche confrontare gli effetti delle diverse soluzioni, compresa la permanenza nella famiglia d’origine o altre forme di tutela.

La relazione illustrativa prevede un collegio di specialisti in parte esterni al tribunale. Accanto al neuropsichiatra infantile, figura centrale nella valutazione, saranno coinvolti anche un pediatra e un ulteriore neuropsichiatra infantile appartenenti a un ente pubblico, scelti per competenze specifiche legate al caso esaminato. L’obiettivo è rafforzare l’imparzialità della valutazione e ampliare la base scientifica su cui si fonda la decisione.

Parallelamente viene introdotto un obbligo di motivazione più stringente per i giudici. Nel provvedimento finale dovranno spiegare non solo le ragioni della misura adottata, ma anche il contenuto della consulenza tecnica e ogni elemento preso in considerazione durante l’istruttoria. In sostanza, il giudice dovrà dimostrare in modo puntuale che l’allontanamento rappresenta davvero la soluzione più favorevole al superiore interesse del minore.

Solo nei casi di urgenza, quando un ritardo potrebbe comportare un danno immediato per il bambino, sarà possibile intervenire senza la consulenza tecnica. Anche in queste situazioni, tuttavia, la parte interessata potrà chiedere successivamente la perizia.

Per evitare che l’obbligo della consulenza comporti costi eccessivi per le famiglie coinvolte, le spese saranno anticipate dallo Stato. Il provvedimento prevede un finanziamento di due milioni e mezzo di euro a partire dal 2026, coperto attraverso il Fondo per le esigenze indifferibili.

Le nuove norme, secondo il testo del disegno di legge firmato dai senatori Malan, Romeo, Gasparri e Biancofiore, potrebbero applicarsi anche ai procedimenti già in corso. La disposizione finale prevede infatti che la consulenza tecnica possa essere disposta anche nei casi ancora pendenti, consentendo una verifica peritale anche quando un provvedimento di allontanamento sia già stato adottato.

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