VOCE
Padova
14.03.2026 - 12:00
Nel quartiere Città Giardino di Padova una storica edicola rischia di scomparire dopo oltre cinquant’anni di attività. Il proprietario, Giuseppe “Bepi” Guidolin, lancia un appello pubblico: è disposto persino a cederla gratuitamente, pur di evitare che uno dei punti di riferimento del rione chiuda definitivamente il 18 marzo.
Guidolin aveva rilevato il chiosco quattro anni fa dai precedenti gestori, la famiglia Andrioli, con l’intenzione di mantenerne viva la presenza tra piazza Esedra e via VI Novembre, luogo familiare per generazioni di residenti. Oggi però il destino dell’edicola appare incerto. Le serrande sono abbassate da giorni e finora nessuno si è fatto avanti per continuare l’attività.
Il proprietario racconta di aver tentato di garantire una gestione affidandola a una famiglia greca, ma la situazione economica è diventata rapidamente insostenibile. Costi fissi elevati, tasse e margini di guadagno sempre più ridotti, aggravati dalla diffusione dei giornali online, hanno reso il lavoro del giornalaio sempre più difficile. Secondo Guidolin, la percentuale riconosciuta dagli editori sul venduto, poco più del 20 per cento, scende ulteriormente una volta considerate le spese di trasporto, lasciando margini troppo stretti per sostenere una famiglia.
La chiusura del chiosco rappresenterebbe l’ennesimo segnale di un settore in crisi. Negli ultimi due anni più di dieci edicole hanno cessato l’attività in città, lasciando vuoti non solo commerciali ma anche sociali. Per molti quartieri questi piccoli chioschi sono infatti luoghi di incontro quotidiano, spazi informali dove si commentano politica, attualità e vita del quartiere.
Guidolin ha provato anche a chiedere una deroga alla scadenza del 18 marzo, data oltre la quale la struttura potrebbe essere rimossa e smantellata. Più tempo, spiega, potrebbe permettere a qualcuno di valutare seriamente la gestione dell’edicola.
La prospettiva di subentrare, tuttavia, scoraggia molti. Gli orari lunghi e le sveglie all’alba, insieme ai guadagni incerti, tengono lontani soprattutto i giovani. Alcuni agricoltori si erano interessati alla struttura per trasformarla in un punto vendita di frutta e verdura a chilometro zero, ma il cambio di destinazione d’uso non è consentito. Nonostante le difficoltà, Guidolin resta fiducioso. Il quartiere, racconta, è tranquillo e affezionato alla sua edicola, e molti clienti esprimono dispiacere all’idea di perdere quel piccolo presidio di comunità dove ogni giorno si scambiano notizie, battute e pettegolezzi di rione.
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