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VENETO

Prostitute nel finto centro benessere, un arresto

La maitresse, una cinese. Circa 900 i clienti

Maitresse arrestata per spaccio e sfruttamento della prostituzione

Un finto centro benessere situato a Vedelago (Treviso) è stato identificato come la base logistica di un vasto giro di prostituzione gestito da una donna di nazionalità cinese. L'operazione, portata a termine dalla Guardia di Finanza di Castelfranco Veneto sotto la direzione della Procura di Treviso, ha svelato un sistema di sfruttamento che coinvolgeva diverse giovani donne straniere. Le indagini, avviate nell'estate del 2025, hanno permesso di ricostruire un volume d'affari superiore ai 170mila euro, frutto di oltre 880 incontri documentati, molti dei quali con clienti provenienti dall'area padovana.


La responsabile dell'attività si occupava personalmente del marketing online e della gestione del tariffario, trattenendo la metà dei guadagni delle ragazze in cambio di vitto e alloggio precario all'interno della struttura, aperta senza sosta giorno e notte. Insieme alla titolare sono state denunciate altre tre persone in concorso, tra cui una complice connazionale e un uomo italiano di sessant'anni. Quest'ultimo svolgeva compiti logistici, occupandosi della manutenzione dell'immobile e del versamento dei proventi illeciti sui conti correnti aziendali.

Durante il blitz, eseguito con l'ausilio delle unità cinofile, i finanzieri hanno rinvenuto oltre duemila euro in contanti nascosti in vani tecnici e mobili modificati, oltre alle ricevute di numerosi trasferimenti di denaro verso l'estero. Tra le prove raccolte figurano anche tre telefoni cellulari e centinaia di profilattici che venivano occultati in contenitori di plastica tra la vegetazione esterna per non destare sospetti durante eventuali ispezioni.


La donna, difesa dall'avvocato Alessandro Schillaci, è comparsa davanti al Gip Piera De Stefani per l'udienza di convalida. Nonostante il tentativo di rispondere agli inquirenti, le difficoltà nella comprensione della lingua italiana hanno spinto il giudice a rinviare l'interrogatorio di garanzia al prossimo 19 marzo, quando sarà presente un interprete ufficiale. Nel frattempo, l'arresto è stato convalidato e la sospettata rimane in custodia cautelare in carcere.

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