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L'ANALISI

Tre anziani ogni giovane, e le badanti spopolano

L'osservatorio Domina analizza il fenomeno sociale anche a Rovigo

Caos badanti: un milione di famiglie a rischio

L'attuale assetto demografico del Polesine delinea un quadro sociale senza precedenti, dove lo squilibrio tra le generazioni incide direttamente sulle necessità di assistenza. In provincia di Rovigo si registra infatti l'indice di vecchiaia più marcato dell'intero Veneto, attestandosi a 267,4: un valore che implica la presenza di quasi tre ultrasessantacinquenni per ogni giovane sotto i quattordici anni. Questo dato supera abbondantemente sia la media regionale che quella nazionale, trasformando la gestione della fragilità in una priorità strutturale per il territorio.

In questo contesto, le rilevazioni dell'Osservatorio Domina basate su dati Inps evidenziano come il mercato del lavoro domestico rodigino sia fortemente orientato al supporto della persona. Con circa 1.400 badanti e 1.100 colf regolarmente contrattualizzate, emerge una chiara prevalenza dell'assistenza domiciliare rispetto ai servizi di manutenzione della casa. Sebbene le percentuali provinciali incidano solo per circa il 4% sul totale regionale, il peso di queste figure professionali diventa cruciale se rapportato alla densità abitativa locale.

Analizzando la distribuzione del servizio, si nota che Rovigo presenta 7,4 assistenti ogni cento grandi anziani (over 80), una quota inferiore rispetto alla media veneta che sfiora le 10 unità. Anche la presenza di collaboratori domestici generici risulta più contenuta rispetto ad altre province del Veneto. A livello complessivo regionale, il settore ha subito una contrazione negli ultimi anni, perdendo quasi il 20% della forza lavoro regolare dal 2021. Tuttavia, la tenuta delle figure dedicate alla cura della persona è stata decisamente superiore rispetto a quella delle colf, segno che la domanda di assistenza sanitaria e sociale resiste con maggior forza alle fluttuazioni economiche.

Il profilo della forza lavoro rimane caratterizzato da una componente femminile quasi totale, che sfiora il 93%, e da una forte incidenza di lavoratori stranieri. Per una provincia come quella di Rovigo, definita dalle statistiche come la più anziana della regione, la dipendenza da queste figure è destinata a crescere. L'invecchiamento della popolazione non è dunque solo un indicatore numerico, ma il motore di una domanda di welfare familiare che nei prossimi anni richiederà risposte sempre più strutturate e costanti.

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