VOCE
Elezioni suppletive
16.03.2026 - 18:45
“Oggi è più che mai necessario che gli uomini sentano proprie queste battaglie. Per una società più giusta e che va meglio anche dal punto di vista economico, non perché è una concessione ma perché funziona meglio il Paese”: così l’onorevole, già ministro, Maria Elena Boschi, che insieme alla senatrice Daniela Sbrollini, entrambe di Italia Viva, all’onorevole Pd Nadia Romeo ed alla capogruppo in consiglio comunale di Civica per Rovigo Elena Biasin, hanno dato vita, lunedì, all’Hotel Palace, ad un confronto sulla parità di genere, organizzato, nel suo percorso elettorale, da Giacomo Bovolenta, candidato di centrosinistra alle elezioni suppletive per il seggio del Polesine e della Bassa Padovana, lasciato libero da Alberto Stefani, che si terranno domenica e lunedì prossimi insieme al referendum.
Un incontro a più voci, nel quale sono intervenuti anche i sindaci di Bosaro e Ariano Elena Paolizzi e Luisa Beltrame, la presidente di Cna Pensionati Daniela Guagliumi, la presidente delle Acli Roberta Cusin e l’insegnante e regista teatrale Manuela Tavian. Oltre al commissario provinciale del Pd Matteo Favero.
Da parte sua Bovolenta ha sottolineato: “Abbiamo ricordato Tina Anselmi in una serata ad Adria: il suo insegnamento è che o la democrazia o è giusta o non è democrazia. Il tema della parità è tanto più forte in una terra che già sconta una dimenticanza da parte di chi governa a Venezia come a Roma”.
Dal punto di vista politico, Sbrollini ha sottolineato: “Nadia è un’esponente primo piano del Polesine e sarebbe bello che ne potesse esprimere anche un altro per rafforzare la voce di questo territorio. Giacomo è nato e vive qui, questa terra la vive e la conosce. Ed è riuscito a riunire tutte le forze riformiste mentre il centrodestra vive contrasti e divisioni perché imporre un candidato di un’altra regione è stato uno schiaffo. Questo già fa la differenza”.
Per Romeo “il Polesine ha una doppia opportunità: portare in Parlamento un altro polesano, ma anche dare uno scossone. Perché il Polesine è stato dimenticato. E lo dice anche la candidatura di un bergamasco, in un collegio considerato blindato, perché faceva comodo alla segreteria della Lega. Non polesano, non padovano, ma nemmeno veneto. Di fronte a questa arroganza c’è uno spirito di orgoglio e di riscatto anche nel centrodestra e la partita da persa diventa aperta. E vincere contro il tesoriere di Salvini diventerebbe un caso nazionale”.
Anche per Boschi “il primo segnale importante è l’unità del centrosinistra, già alle regionali questo territorio è riuscito a farlo e questo ci ha premiato, ma alle suppletive è una delle prime volte che c’è una candidatura unitaria. Questo anche per capacità e caratteristiche di Giacomo, per il suo impegno per questo territorio come espone te Italia Viva, e lo dico con orgoglio perché è il nostro coordinatore provinciale. Giacomo può dare più forza alle istanze di questo territorio anche di fronte alle mancate risposte di governo regionale e nazionale. Ringrazio Giacomo anche di aver scelto di parlare di parità di genere, è significativo”.
Entrando nel tema, Sbrollini ha evidenziato: “E’ la prima volta che abbiamo un presidente del Consiglio donna e stiamo vedendo un arretramento sulle battaglie dei diritti delle donne. Come, solo negli ultimi mesi, aver sconvolto al Senato il decreto legge stupro, che va in direzione opposta quello approvato alla camera, eliminando la parola consenso, come sul congedo paritario, e, ora, con la cancellazione delle prerogative delle consigliere di parità territoriali”.
Biasin ha evidenziato un aspetto rilevante: “I dati Inps indicano il problema del lavoro povero, ma c’è anche il problema delle pensioni povere. E visto che le donne mediamente iniziano a lavorare più tardi o, comunque con meno continuità, e non esiste la parità salariale, con il sistema contributivo avranno anche pensioni più basse”.
Romeo ha citato il caso dell’artigianato, del distretto della giusta e soprattutto della pesca, come “eccellenze nelle quali le donne hanno un ruolo importante, dimostrando, con la crisi che ha investito la molluschicoltura a causa del granchio blu, un enorme spirito di reazione e di innovazione”.
Boschi ha aggiunto: “Siamo in un periodo storico in cui tante conquiste vengono rimesse in discussione. Non parlo di Paesi lontani come Iran o Afghanistan, ma anche di democrazie come gli Usa: uno dei primi atti di Trump è stato chiudere il dipartimento per l’inclusione e definanziare i progetti che includessero la parità. Orientamento che e non deve fare star tranquilli nemmeno noi con le battaglie degli anni passati che rischiano di essere rimesse in discussione. Tina Anselmi, che era di questa regione, prima ministra donna, ripeteva che quando le donne hanno fatto battaglie per i propri diritti i risultati sono per tutti. Per una democrazia compiuta non bastano le elezioni, ma serve la piena parità. E non è indifferente la cultura politica rispetto a questi temi”.
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