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La minaccia e ricatta con i video intimi

Scatta il divieto di avvicinamento per un giovane

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Una lunga serie di atti persecutori, tra i quali la minaccia di "spaccare tutto" e quella di divulgare video intimi girati assieme, quando la relazione era ancora serena. Sono alcuni dei comportamenti contestati a un giovane per il quale la Procura della Repubblica di Rovigo ha chiesto e ottenuto la misura dei divieto di avvicinamento.

"I Carabinieri della Stazione di Rovigo - conferma la nota stampa del comando provinciale - completate le indagini conseguenti ad una querela ricevuta da una ragazza 20enne di Rovigo, hanno deferito alla Procura della Repubblica di Rovigo, un 25enne italiano residente nel ferrarese, ma domiciliato a Rovigo, in ipotesi accusatoria, per il reato di atti persecutori, per aver posto in essere continue minacce e molestie idonee a provocare nella ragazza uno stato di ansia e di paura. Fra indagato e persona offesa vi era stata infatti una relazione affettiva, interrotta poi per volontà di quest’ultima."

"I militari operanti - prosegue questa ricostruzione - oltre ad acquisire le dichiarazioni della parte offesa e di tutti i soggetti a conoscenza dei fatti, hanno analizzato una grande mole di dati digitali, raccogliendo numerosi fonti di prova, ricostruendo le condotte minatorie (ad esempio il giovane si era recato in più occasioni sotto l’abitazione della ragazza, suonando ininterrottamente il campanello e pretendendo, sotto la minaccia di spaccare tutto o di divulgare video intimi fatti insieme, che lei scendesse; minacciandola più volte di morte per messaggio) e ingiuriose poste in essere dall’indagato in un arco di circa sei mesi, che avvenivano con una cadenza pressoché quotidiana".

"La Procura della Repubblica di Rovigo, ricevuti gli atti di indagine, ritenendo la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico del giovane, il rischio concreto che lo stesso potesse reiterare il reato, perché già qualche mese cercava di manipolare l’ex ragazza non accettando la fine della relazione, richiedeva e otteneva dal Tribunale di Rovigo la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da essa frequentati con applicazione del braccialetto elettronico nonché  il divieto di dimorare nel comune di Rovigo e di non farvi accesso senza l’autorizzazione del Giudice. I Carabinieri della Stazione di Rovigo, incaricati dell’esecuzione del provvedimento, dopo aver localizzato e rintracciato l’indagato, davano infine attuazione a ciò".

"La violazione penale - chiude la comunicazione - contestata è in ipotesi accusatoria, nella fase delle indagini preliminari, e la   responsabilità penale potrà essere accertata solo a seguito di processo con sentenza passata in giudicato sussistendo la presunzione di innocenza".

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