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LAVORO
16.03.2026 - 06:37
Cisl: “Spirito positivo”. Uil: “Soddisfatti”. Cgil: “Bene, ma serve una cabina di regia”
ROVIGO - Nuovo stabilimento e novanta posti di lavoro (più l’indotto). E anche i sindacati esultano.
Il progetto di insediamento produttivo destinato a cambiare il volto dell’area industriale dell’Interporto convince gli “addetti ai lavori”. Il maxi-stabilimento da 80mila metri quadrati, progettato da Fir, società del gruppo Iwis, è destinato alla produzione di lana minerale certificata. Un investimento strategico che interessa un’area complessiva di 130mila metri quadrati tra viale Don Milani, via San Sisto e via Martiri di Belfiore, all’interno della Zona logistica semplificata, e che promette una capacità produttiva di oltre 122 tonnellate al giorno.
L’impianto, tra i primi in Polesine a nascere grazie alle agevolazioni Zls, porta con sé una prospettiva occupazionale significativa di circa 90 posti diretti e 200 nell’indotto, oltre all’apertura di un laboratorio di ricerca sviluppato in collaborazione con l’università Ca’ Foscari per la produzione di lana minerale senza formaldeide e con tecnologie energeticamente più efficienti. “Sicuramente la notizia che, finalmente, la Zls facilita l’arrivo di un nuovo insediamento produttivo, è una notizia positiva erano - afferma il segretario generale della Cgil Rovigo Pieralberto Colombo - detto questo permane, a nostro avviso, una perplessità. Nonostante lo si dica e lo si chieda da tempo, anche in questo caso si apprende la notizia in maniera indiretta. Continua a mancare quella cabina di regia che possa, a monte, valutare la qualità degli insediamenti, sia in termini di impatto ambientale che in termini di impatto occupazionale sia a livello quantitativo che qualitativo, per sapere quali professionalità sono necessarie e di quale tipologia. Questo per poter lavorare sul mercato del lavoro locale in anticipo, coinvolgendo tutti i soggetti interessati in modo il territorio possa trovarsi pronto”.
Anche il segretario generale territoriale della Cisl, Samuel Scavazzin, commenta positivamente queste ultime novità. “Lo spirito della Zls è positivo e qualcosa finalmente si muove. Speriamo sia la prima di una lunghissima serie di aziende capaci di portare buona occupazione nel nostro polesine - commenta - la vera preoccupazione riguarda però la demografia. Abbiamo pochissimi giovani e tanti over 65, con il rischio concreto di non avere manodopera a sufficienza. In questo scenario, le maestranze potrebbero essere chiamate dai territori limitrofi. Se, parallelamente, non si costruisce una politica di welfare collegata agli insediamenti produttivi, la gente si limiterà a fare il pendolare senza lasciare ricchezza sul territorio. Abbiamo bisogno di nuovi polesani. Il Polesine o riparte dal welfare, oppure non riparte”.
“E’ una buona notizia - commenta anche il coordinatore provinciale della Uil Gino Gregnanin - che conferma l’utilità della Zls - abbiamo sostenuto fin dall’inizio il riconoscimento di una Zona logistica semplificata nel nostro territorio, legata anche all’area portuale di Venezia. Può essere certamente un’importante opportunità di sviluppo per il nostro territorio, che permetterebbe alle persone di insediarsi e mettere radici, contribuendo a frenarne lo spopolamento, ovviamente compatibile con la tutela dell’ambiente e della salute di cittadini, lavoratrici e lavoratori”. “Avevamo posto una condizione - conclude Gregnanin - che le risorse non venissero sfruttate per cambiare un macchinario o ingrandire un capannone, ma un’occasione per una nuova e qualificata occupazione, sia salariale che contrattuale. Questo insediamento sembra perseguire proprio questo obiettivo, con quasi 300 nuovi occupati, tra diretti e indotto: non possiamo che essere soddisfatti”.
Il progetto di Fir si colloca dunque in un contesto in cui innovazione tecnologica, transizione energetica e rilancio industriale si intrecciano in modo sempre più stretto. L’iter autorizzativo, particolarmente complesso per la compresenza di Zls e valutazione ambientale, proseguirà nei prossimi mesi coinvolgendo Provincia, Regione e tutti gli enti competenti. Se confermato, l’insediamento segnerebbe uno dei più rilevanti ritorni produttivi degli ultimi anni in Polesine.
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