Cerca

rovigo

“Arriva da noi l'industria che gli altri non volevano"

Destro: “Vengano messi in campo tutti gli strumenti per le opportune verifiche e controlli tecnici”

“Arriva da noi l'industria che gli altri non volevano"

“Qual è il motivo per cui quando si parla di nuovi insediamenti a Rovigo, la cronaca di questi giorni ne riporta abbondantemente, con tanto di triplice benestare preventivo a mezzo stampa, alla fine parliamo sempre di quello che da altri parti non vogliono?”. A puntare il dito sul progetto della società Fir di Roncà, in provincia di Verona, che ha avviato l’iter autorizzatorio per un nuovo insediamento in viale don Milani, oltre il perimetro dell’Interporto, ma rientrante nell’area che beneficia dei vantaggi della Zls, è l’ex sindaco ed ex consigliere Edoardo Gaffeo con un post sui social.

Fir è un’azienda specializzata nella produzione di lana di roccia per l’isolamento termico e acustico che fa parte di Iwis Holding, gruppo di aziende attive nel settore dei prodotti per l’edilizia, dell’ingegneria civile e della geotecnica.

Il progetto in questione prevede di produrre “lana minerale” attraverso la “fusione di sostanze minerali”, con una capacità di fusione di oltre 20 tonnellate al giorno e con una capacità produttiva di oltre 5 tonnellate l’ora di prodotto finito, pari a 122,4 tonnellate al giorno, 39.780 tonnellate l’anno. Le materie prime usate per la produzione di lana minerale sono: basalto, carbonato di calcio, bauxite, quarzite e siderlime, le materie prime ausiliarie utilizzate nel processo di produzione della lana minerale sono: resina, ammoniaca, silano, solfato di ammonio, olio antipolvere, idrossido di sodio. “La linea di produzione - si rimarca - utilizza un forno elettrico per fondere materiali di diversa provenienza, composti principalmente da ossidi di silicio, alluminio, calcio, magnesio e ferro. Il materiale fuso che esce dal forno viene convogliato ad una centrifuga che trasforma la colata in goccioline che a loro volta vengono stirate dall’aria in uscita dalla fessura perimetrale ai dischi”.

L’ex sindaco Gaffeo attacca: “Un anno fa a Roncà, tutto l’arco costituzionale si è mosso per difendere il territorio dall'ampliamento di una azienda che lavora lana di roccia, e vi si è opposto con prese d'atto formali. E che problema potrà mai esserci, se a un centinaio di chilometri di distanza c'è chi accoglie a braccia aperte la qualunque? Forza, che qualcuno parli apertamente: cosa abbiamo fatto di male? Quali sono le colpe che dobbiamo scontare?”.

Fra i contenuti postati da Gaffeo, anche un intervento dell’allora consigliera regionale della Lega Alessandra Sponda all’indomani del consiglio comunale straordinario di Roncà, area candidata a patrimonio Unesco e sito di produzione di vini Soave e Lessini Durello: “L’amministrazione comunale e tutta la cittadinanza - si legge nella nota - hanno espresso le loro preoccupazioni in merito all’ampliamento del sito di produzione industriale di lana di roccia che ricade nel territorio comunale. Un progetto, per il momento ancora in bozza e non definitivo, che potrebbe inficiare la qualità di vita della zona, con un grande impatto ambientale a livello visivo, oltre a una crescita del traffico di mezzi pesanti che avrebbe ricadute in tutta la Val d’Alpone. Al momento ancora non è stato presentato alcun progetto ufficiale, ma si parla di allargare notevolmente il sito produttivo e addirittura di costruire una grande ciminiera. Tutto questo in una zona costellata di vigneti, cantine, frutteti. La cittadinanza, cui il sindaco della Lega Lorenzo Ruggeroni ha dato voce, si è detta molto preoccupata per le conseguenze che un tale progetto potrebbe avere sul paesaggio”.

Da parte sua Vanni Destro, portavoce della Rete dei comitati polesani a difesa della salute e dell'ambiente, rimarca: “Seguiamo con attenzione la prospettiva di un nuovo insediamento che potenzialmente potrebbe avere un impatto ambientale significativo. Chiediamo che vengano messi in campo tutti gli strumenti per le opportune verifiche e controlli tecnici, visto che a Rovigo ci si riempie sempre la bocca di tecnici che spesso i progetti nemmeno li hanno visti. Ci riserviamo di verificare dal progetto e dal prosieguo dell’iter quali possano essere gli effettivi rischi e se ve ne siano. Una cosa che dà fastidio è che arrivino progetti di questa portata senza sapere nulla preventivamente”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400