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verso il referendum

Il rapporto tra giustizia e imprese

Gelmetti: “Il voto riguarda anche il sistema produttivo”. Perini: “Centrale è la separazione delle carriere”

Il rapporto tra giustizia e imprese

Il rapporto tra giustizia e imprese. Sala Gran Guardia piena, lunedì pomeriggio, per l’incontro promosso da Liberamente Insieme sul referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Al centro del dibattito il rapporto tra giustizia e mondo produttivo, con gli interventi del senatore di Fratelli d’Italia Matteo Gelmetti e dell’avvocato Elena Perini. A portare i saluti istituzionali sono stati il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin e l’onorevole Piergiorgio Cortelazzo, deputato di Forza Italia.

A catalizzare l’attenzione della serata è stato Matteo Gelmetti, che ha insistito sulle ricadute economiche della riforma della magistratura. “Questo referendum non riguarda solo il sistema giudiziario, ma interessa anche il sistema produttivo italiano - ha spiegato - La mala giustizia nel processo civile pesa circa l’1% del Pil nazionale. Migliorando la giustizia si libererebbero risorse da destinare al welfare, alle infrastrutture o al sostegno delle imprese”. Il senatore ha poi richiamato i tempi lunghi dei procedimenti giudiziari. “Oggi servono in media 947 giorni per arrivare a un appello e circa otto anni per una sentenza definitiva - ha sottolineato - Quando un’azienda è coinvolta in un contenzioso deve accantonare risorse, può avere problemi con il credito e subire anche un danno reputazionale”. Tempi e incertezze che, secondo Gelmetti, finiscono per incidere direttamente sulla competitività del sistema economico.

Secondo il senatore il tema della riforma non riguarda solo gli addetti ai lavori. “Se le imprese funzionano funziona anche il lavoro e quindi le famiglie”, ha aggiunto, collegando l’efficienza della giustizia alla crescita economica e alla capacità del Paese di attrarre investimenti.

Sul piano più strettamente giuridico si è soffermata l’avvocato Elena Perini: “Il punto centrale è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, per garantire maggiore equilibrio tra accusa e difesa e rafforzare il principio del giusto processo”. Una modifica che, secondo la penalista, punta a rendere più chiara la distinzione tra le funzioni di accusa e quelle di giudizio. La vicepresidente di Liberamente Insieme Fiorella Cappato ha spiegato infine l’obiettivo dell’incontro: “Affrontare il tema del referendum dal punto di vista dell’impatto della giustizia su imprese ed economia”.

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