VOCE
rovigo
18.03.2026 - 11:49
“Da noi, in Polesine, scaricano le attività che nessun altro territorio, giustamente, vuole, perché dannose, pericolose o insalubri. E la nostra politica, tanto locale quanto regionale, invece di tutelarci, o se ne disinteressa o, addirittura, plaude”. E’ stata questa triste constatazione ad aprire l’incontro, tenutosi nella serata di martedì 17 marzo, in Sala Gran Guardia a Rovigo, sul tema “Quale modello di sviluppo per il Polesine: sfide, opportunità e prospettive per il futuro del territorio”.
L’incontro è stato un dialogo tra Edoardo Gaffeo, professore universitario ordinario di Economia Politica e già sindaco di Rovigo, esponente della Civica per Rovigo, che ha organizzato la serata, e Giacomo Bovolenta, bassopolesano, avvocato, candidato alle prossime elezioni suppletive del 22 e 23 marzo, sostenuto da Italia Viva, Pd, Avs, numerose forze civiche e componenti della società civile. In pratica, il centrosinistra unito. A moderare, Enrica Crivellaro consigliere comunale Rovigo per la Civica.
A innescare la riflessione, l’intervento, poche ore prima, di Gaffeo, sulla stampa, sul prossimo insediamento, in viale don Milani a Rovigo, oltre il perimetro dell’Interporto, ma rientrante nell’area che beneficia dei vantaggi della Zls, di uno stabilimento attivo nella produzione di lana di roccia per l’isolamento termico e acustico. Novità accolta, a livello locale, con toni trionfalistici. Peccato che uno stabilimento simile, nel Veronese, non sia stato assolutamente voluto.
“Un anno fa a Roncà, tutto l’arco costituzionale si è mosso per difendere il territorio dall'ampliamento di una azienda che lavora lana di roccia, e vi si è opposto con prese d'atto formali – ha ricordato Gaffeo - E che problema potrà mai esserci, se a un centinaio di chilometri di distanza c'è chi accoglie a braccia aperte la qualunque? Forza, che qualcuno parli apertamente: cosa abbiamo fatto di male? Quali sono le colpe che dobbiamo scontare?”. Ricordando anche un particolare molto importante: nel Veronese, la Lega, forza di Governo regionale e nazionale, aveva combattuto questa battaglia a difesa del territorio. Da noi, silenzio.
Una contraddizione drammatica e gravida, per noi, di conseguenze negative, che è al centro dell’agenda politica di Bovolenta, già intervenuto varie volte su questo punto. “La questione è molto semplice – ha spiegato il candidato del centrosinistra unito – La nostra terra è sotto attacco. Sotto attacco da parte di speculatori, veri e propri ‘predatori’ che cercano di insediare nei territori più deboli, meno tutelati dalla politica, ciò che altrove non verrebbe mai accettato. Il Polesine, invece, viene ritenuto la ‘discarica’ dove mettere inceneritori, impianti per il trattamento rifiuti, stabilimenti insalubri e dannosi. E la politica lo consente”.
“La stessa politica leghista e di centrodestra che, ora – ha proseguito Bovolenta – chiede al territorio, dopo avere ‘rottamato’ esponenti locali attivi e interessati al Polesine, di votare un lombardo, amico di Salvini, che nulla ha a che fare con la nostra terra, se ne disinteressa. Una persona che per noi è un corpo estraneo e che, semplicemente, si deve fare diventare parlamentare il prima possibile, per motivi che con noi non c’azzeccano nulla. Ora, pensate che sia questa la persona che vi possa tutelare da questi attacchi, questi pericoli, queste speculazioni?”.
Nel corso della serata, è poi stato evidenziato come, in Polesine, siano numerosi gli esempi di sviluppo virtuoso, sostenibile, fonte di una vera valorizzazione del territorio. Da parte di giovani, ma anche di imprenditori consapevoli dell’importanza di “restituire” alle comunità che li ospitano qualcosa, in termini di servizi, o di welfare. Senza che tutto ciò vada a detrimento del profitto che ogni imprenditore persegue. Le potenzialità, insomma, in Polesine, ci sono eccome.
Sta, semplicemente, a noi difenderci dagli speculatori che prendono, rovinano e non lasciano nulla.
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