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Bimba di 10 anni morsa da una vipera

Primavera in anticipo, i rettili sono già "attivi"

Cani aggrediti dalle vipere, uno è gravissimo

Un morso di vipera a una bambina di 10 anni riaccende l’attenzione sulla presenza di questi rettili in Lessinia, nel Veronese, dove la stagione degli avvistamenti sembra essersi anticipata. L’episodio si è verificato lo scorso sabato durante una passeggiata: la piccola è stata colpita a una mano da una vipera, probabilmente appena uscita dal letargo a causa delle temperature miti delle ultime settimane.

Dopo l’accaduto, la bambina è stata trasportata al Pronto soccorso pediatrico, dove è stata immediatamente presa in carico dal personale sanitario. Sono stati attivati i protocolli previsti per i morsi di vipera, con il coinvolgimento del Centro antiveleni dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. Le prime ore, in questi casi, sono considerate cruciali per valutare l’eventuale evoluzione del quadro clinico.

All’arrivo in ospedale la giovane paziente presentava dolore localizzato e un lieve gonfiore alla mano, senza sintomi sistemici. Durante il periodo di osservazione, i medici hanno monitorato costantemente i parametri clinici e gli esami di laboratorio. Non si è reso necessario ricorrere alla somministrazione dell’antidoto e la bambina è stata dimessa il giorno successivo in buone condizioni.

Secondo quanto riferito dagli specialisti, l’episodio si colloca con alcune settimane di anticipo rispetto alla media stagionale. Un caso analogo era stato registrato nel 2023, ma nel mese di aprile. L’anticipo viene messo in relazione con le temperature più elevate registrate nei primi mesi del 2026, che hanno favorito il risveglio anticipato delle vipere.

Gli esperti del Centro antiveleni sottolineano come gli incontri con questi animali restino comunque rari e, nella maggior parte dei casi, i morsi non comportino conseguenze gravi. Le aree maggiormente esposte sono quelle di prati e boschi, dove la presenza delle vipere è più frequente.

Nei casi più complessi, i sintomi possono estendersi oltre il gonfiore locale e includere disturbi come nausea, vomito o diarrea. La gestione clinica prevede monitoraggio e osservazione, con il ricorso all’antidoto solo nei casi in cui si renda necessario. Le strutture sanitarie ribadiscono l’importanza di un intervento tempestivo e della valutazione medica per prevenire eventuali complicazioni.

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