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l'allarme

“Caro gasolio, la Procura indaghi”

Per le ipotesi di reato di “rialzo fraudolento di prezzi” e di “manovre speculative su merci”

“Caro gasolio, la Procura indaghi”

Si indaghi sui rincari dei carburanti, ma non solo: è stato presentato anche alla Procura di Rovigo l’esposto del Codacons per le ipotesi di reato di “rialzo fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio” e di “manovre speculative su merci”.

Perché, si legge nell’esposto, “sul fronte dei carburanti, considerando che in Italia, allo stato attuale, le vendite sulla rete ordinaria sono pari a 23.387,3 milioni di litri annui (circa 64.074.794 litri al giorno) appare evidente come anche incrementi apparentemente contenuti nel prezzo unitario possano generare, su scala nazionale, trasferimenti economici di enorme entità a carico dei consumatori”.

L’esposto che chiede di “disporre accertamenti investigativi volti a verificare la dinamica di formazione dei prezzi nei settori energetico, dei carburanti, del gasolio agricolo, dei materiali edilizi, delle materie plastiche destinate agli imballaggi e della filiera agroalimentare, accertando se tali incrementi di prezzo risultino proporzionati e giustificati dalle effettive variazioni dei costi delle materie prime e dei costi di approvvigionamento, e la possibile configurabilità di condotte penalmente rilevanti”, è stato formalmente depositato presso le Procure di tutte le province del Veneto: oltre a quella di Rovigo, anche a Belluno, Padova, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.

“Grazie all’iniziativa legale dell’associazione, unica che in Italia sta monitorando in modo ufficiale l’andamento dei listini con particolare riferimento al comparto dei carburanti - rimarca lo stesso Codacons - sarà possibile ora avviare in Veneto indagini penali volte a verificare se sui prezzi al dettaglio di molteplici settori si stiano verificando eventuali speculazioni che sfruttano la situazione in Medio Oriente per aumentare artatamente i listini danneggiando i consumatori”.

Nell’esposto del Codacons si legge: “Le crisi geopolitiche e le tensioni nei mercati energetici allo stato attuale rappresentano momenti di particolare fragilità per l’equilibrio economico globale. Quando tali dinamiche coinvolgono beni essenziali, quali energia, carburanti, prodotti agricoli, alimentari e materie prime industriali, l’impatto incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini, sul potere d’acquisto delle famiglie e sull’equilibrio dell’intero sistema economico. Negli ultimi giorni si segnalerebbe un significativo aumento dei prezzi in molteplici filiere produttive, tra cui quella energetica, agricola, alimentare e industriale. Un aumento di tale entità comporta effetti economici estremamente significativi”.

Il rialzo del costo dei carburanti, infatti, rimarca il Codacons, “sta già producendo effetti sui prezzi dei prodotti alimentari, con aumenti segnalati su diverse categorie di prodotti ortofrutticoli. Ulteriori segnali di possibili tensioni speculative parrebbero emergere anche nel settore industriale: alcuni fornitori di materie plastiche utilizzate per la produzione di bottiglie di acqua minerale avrebbero richiesto aumenti fino al 30% sui prezzi della plastica, con incrementi stimati tra 200 e 250 dollari a tonnellata. Tali aumenti, secondo gli stessi operatori del settore, sarebbero stati giustificati con le tensioni geopolitiche e con le possibili interruzioni delle forniture energetiche, circostanza che tuttavia merita approfondita verifica sotto il profilo della reale incidenza sui costi di produzione”.

Per quanto riguarda le materie prime usate in ambito edilizio e industriale, “rialzi dei listini riguardano il rame con un balzo che sfiora il 40%, il ferro e i profilati di alluminio con listini ritoccati del 20%. Il settore delle costruzioni lamenta poi incrementi del 18% per il conglomerato bituminoso e le membrane, +10% per il calcestruzzo. Nel settore della meccanica alcune plastiche accusano incrementi del 30%. Anche il legno ha iniziato a sentire il clima di tensione con incrementi dei prezzi tra il 10 e il 15%”.

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