VOCE
rovigo
18.03.2026 - 22:00
“Il miglioramento economico attestato già dal bilancio di esercizio 2024, unito al puntuale verificarsi delle assunzioni preliminari previste nel Piano di risanamento licenziato con decreto del commissario straordinario 13/2025 e il pieno livello occupazionale dei posti letto accreditati per anziani non autosufficienti, consentono di ritenere ripristinate le condizioni di equilibrio economico-gestionale dell’Ipab”. A sottolinearlo, nella relazione al bilancio economico preventivo 2026 è il commissario straordinario di Iras Tiziana Stella.
Bilancio che, secondo le previsioni, si dovrebbe chiudere in assoluta parità. Ma è una parità contabile, frutto di un valore della produzione di 11,127 milioni e di 11,111 milioni di costi della produzione, con un risultato prima delle imposte di 13.500 euro annullato dalle tasse, che ha dietro a quel numero zero un lavoro di due lustri, visto che il commissariamento compirà dieci anni a luglio. E che ha portato all’azzeramento di un debito che era arrivato a 14,2 milioni, principalmente verso le banche per 5,57 milioni, 3 verso fornitori, 1,8 verso la Regione e 2,5 verso i dipendenti. Proprio i dipendenti hanno accettato di “lasciare sul piatto” 1,3 milioni del Fondo risorse decentrate. Fra questi dipendenti, oltre ai 107 di ruolo, anche qualcuno delle decine e decine di precari “storici”. Una parte dei quali hanno coronato il sogno di essere stabilizzati, visto che proprio il 4 marzo scorso è stata pubblicata la graduatoria finale del concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di 65 posti a tempo pieno e indeterminato di Oss. Non tutti i precari, tuttavia, sono riusciti ad entrare, perché il concorso, con i tempi che corrono, ha fatto registrare una massiccia partecipazione, con ben 180 candidati ammessi allo scritto e 90 entrati nella graduatoria finale dopo la prova orale. Per qualcuno dei precari rimasti fuori è stato un colpo durissimo.
Per sostenere il piano di risanamento, sono stati fondamentali gli 1,8 milioni dal Comune, frutto dell’accordo transattivo a chiusura del contenzioso aperto per i ricorsi al Tar da parte del Comune di Rovigo sulla chiusura della convenzione per la gestione di Casa Serena, e 1,9 milioni stanziati dalla Regione.
“L’erogazione in favore di Iras delle somme previste a sostegno della manovra finanziaria assunta nel Piano - scrive il commissario Stella - ha consentito la piena epurazione dello stock di debito sia verso fornitori che verso gli Istituti bancari, con conseguente azzeramento degli oneri finanziari. Con riferimento ai creditori privilegiati, si evidenzia la previsione di un pagamento sensibilmente superiore a quello previsto a piano ma si conferma lo stralcio del residuo del Fondo risorse decentrate alla luce della positiva conclusione degli accordi transattivi con i lavoratori”. Il pagamento del debito residuo verso la Regione, 1,8 milioni, “sarà affrontato secondo un piano di rimborso di 14 anni (dal 2026 al 2039), con prima rata prevista nel 2026 pari a 270mila euro”.
Guardando alle entrate, calcolando 362 giornate di presenza per 261 ospiti totali, con l'adeguamento delle rette di 2 euro al giorno, scattato da gennaio, si prevede un introito da rette di 6milioni, mentre dalle impegnative di residenzialità 4,5 milioni. Per le uscite, quasi 2 milioni sono di servizi appaltati, mentre gli stipendi del personale, già compresi i 65 Oss in pianta stabile, sono stimati in 6,7 milioni.
Chiuso il passivo del passato, si guarda al futuro con il progetto per ampliare la struttura e recuperare i 100 posti letto accreditati che si trovavano a Casa Serena, ora vuota e in cerca di un destino, e realizzare anche una “Palestra della Salute” con “la trasformazione di spazi ora adibiti ad uffici” in “sala attrezzi e spazi per l’attività aerobica”, “area per esercizi a corpo libero o in piccoli gruppi”, locali ampi, accessibili e sicuri in grado di rispettare norme di igiene, barriere architettoniche assenti o ridotte, spogliatoi e servizi igienici adatti anche a persone con ridotta mobilità”. Oltre a spogliatoi e reception. E uffici, ma rinnovati.
Nella relazione il commissario rimarca: “Iras, risolto il contenzioso con la Banca del Veneto Centrale ha potuto presentare un piano di risanamento senza dover alienare l’immobile di via della Resistenza; così facendo, detti spazi possono essere recuperati per l’allocazione degli uffici amministrativi recuperando spazi utili sufficienti a dar luogo a un piano pluriennale di ampliamento dell’unità di offerta al Centro Servizi San Bortolo, che mira a mantenere in gestione e riportare progressivamente in funzione i 100 posti letto dell’Ipab previsti dalla programmazione locale, prima collocati a Casa Serena”.
In particolare, il commissario Stella ipotizza “la possibilità di realizzare una nuova palestra e allocare a San Bortolo, già nel 2027, almeno 20/30 nuovi posti letto”. Questo perché un primo blocco da 10 stanze di degenza doppie, per un totale di 20 posti letto, oltre a servizi e locali tecnici, prevede di realizzarlo con la ristrutturazione di un piano esistente. Il tutto grazie al finanziamento da 2 milioni di euro del Fsc, il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione
Fra gli ulteriori interventi previsti, l’adeguamento dell’impianto chiamata infermieri, l’adeguamento dell’impianto rilevazione incendi, ma soprattutto la realizzazione di nuovo ascensore montalettighe con un costo stimato in 2,55 milioni, finanziato con contributo Fsc per 2 milioni e il resto con risorse proprie. L’intervento prevede la realizzazione di un nuovo ascensore esterno con la costruzione di una torre addossata all’edificio esistente, con fondazioni dedicate e vano corsa in struttura metallica o in calcestruzzo tamponato con pannelli o vetrate.
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