VOCE
La 96ª edizione degli Academy Awards incorona “One Battle After Another” come grande vincitore, con sei premi conquistati al Dolby Theatre di Los Angeles. Il film diretto da Paul Thomas Anderson si impone su “Sinners”, fermo a quattro riconoscimenti, in una cerimonia condotta da Conan O’Brien e segnata da pochi interventi politici, tra cui quello di Javier Bardem, che dal palco invoca la fine dei conflitti.
Il thriller sull’estremismo negli Stati Uniti attraversa tensioni sociali e identitarie, raccontando un Paese diviso tra il Black Power e il Ku Klux Klan. Anderson, premiato anche per la regia e la sceneggiatura, lega il film a una riflessione personale, dedicandolo alle nuove generazioni. Tra i riconoscimenti anche quello per il miglior casting e per il miglior attore non protagonista, assegnato a Sean Penn, assente alla cerimonia.
A contendere la scena resta “Sinners”, che conquista il premio per la sceneggiatura originale e quello per il miglior attore protagonista. Michael B. Jordan supera favoriti come Leonardo DiCaprio e Timothée Chalamet, imponendosi con un doppio ruolo che affronta il tema del razzismo attraverso la storia di due fratelli gemelli.
Sul fronte delle interpretazioni femminili, è Jessie Buckley a ottenere l’Oscar come miglior attrice protagonista per “Hamnet”, mentre Amy Madigan viene premiata come miglior attrice non protagonista per il suo ruolo in “Steaved”. Tra i titoli tecnici si distingue “Frankenstein” di Guillermo del Toro, che ottiene riconoscimenti per scenografia, costumi e trucco.
Nel panorama internazionale, il premio per il miglior film straniero va al norvegese “Sentimental Value” di Joachim Trier, mentre l’animazione vede trionfare il fenomeno globale “K-Pop Hunters”, prodotto da Netflix. La stessa pellicola conquista anche la miglior canzone originale con “Golden”.
Tra gli altri premi, riconoscimenti a “Avatar: Fuoco e cenere” per gli effetti visivi e a “F1 – Il Film” per il sonoro. Il miglior documentario viene assegnato a “Mr. Nobody Against Putin".
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