VOCE
rovigo
19.03.2026 - 14:23
Tante segnalazioni, nella mattinata di mercoledì e non solo. In particolare dalle frazioni, con un picco di allarmi provenienti da Boara Polesine e Granzette. Realtà, del resto, limitrofe. Qui, infatti, delinquenti al momento ignoti hanno cercato di truffare anziani con il raggiro ormai noto come “del finto carabiniere”.
Si tratta di un trucco abbastanza semplice, ma efficacissimo, perché agisce su alcuni moventi psicologici per così dire “innati”. Toccando quelli, immediatamente si manda una persona in confusione e si abbattono le sue difese interne. La versione “originale” della truffa prevedeva che la vittima designata ricevesse una chiamata nella quale un presunto carabiniere la informava che un suo congiunto aveva provocato un incidente stradale gravissimo e che servivano immediatamente contanti - migliaia e migliaia di euro, ma andavano bene anche gioielli - per evitare il carcere. L’anziano veniva tenuto al telefono a lungo, per sfibrarlo, poi a casa passava un aiutante del finto carabiniere che aveva chiamato o, secondo una variante, dell’avvocato, prendeva tutto e saluti.
Ora, quella che viene proposta è una storia differente. Il finto carabiniere - o poliziotto, o finanziere - dice che c’è stata una rapina in gioielleria e che, per la fuga, è stata usata una macchina con targhe corrispondenti a quelle dell’auto intestata a un parente della vittima. Così che è necessario che i carabinieri esaminino i gioielli di casa, per assicurarsi che non siano quelli presi nella rapina. Cambia l’apparenza, insomma, ma non la sostanza.
Possono apparire, come detto, pretesti abbastanza irreali, ma si deve tenere conto di come le persone oneste e “qualsiasi” sappiano pochissimo delle dinamiche della polizia giudiziaria, giustamente. Non solo: questi raggiri, presentando una persona amata al centro di una vicenda molto rischiosa e non chiara, hanno come effetto immediato quello di mandare in confusione e di portare a concentrarsi, quindi, non sulla verosimiglianza del racconto, ma sulla necessità di “salvare” il nostro famigliare. Sono, in parole povere, l’amore e l’affetto l’ingrediente principale utilizzato da questi squallidi personaggi.
Esiste, però, una maniera di difendersi, molto semplice, ma efficacissima: non farsi mettere fretta. Non farsi tenere al telefono per lunghi minuti. Ma salutare, dire che si verificherà quello che ci viene detto, e chiamare il 112 o il 113. Se, davvero, è successo qualcosa di grave, le forze dell’ordine - quelle vere - lo sanno. E, allo stesso modo, se ci sono delinquenti in giro, è fondamentale farglielo sapere.
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