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“Guerra atroce, ma per la libertà”

La comunità iraniana festeggia il capodanno persiano. “Non riusciamo a parlare con i nostri cari”

“Guerra atroce, ma per la libertà”

Una tavola imbandita con i simboli della rinascita e della prosperità. E dentro al cuore le bombe e l’impossibilità di parlare con i propri cari. La comunità iraniana di Rovigo, Padova e Ferrara si è data appuntamento a Palazzo Nodari, ieri per presentare il Nowruz, il capodanno persiano, una delle più antiche ricorrenze al mondo, simbolo di rinascita e rinnovamento che viene onorata da 3mila anni. La festività, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, quest’anno assume un significato di speranza particolare e il sindaco Valeria Cittadin, con l’assessore alla Cultura Erika De Luca hanno voluto cogliere per abbracciare il popolo iraniano e sperare nella “fine del tunnel”, come ha sottolineato la prima cittadina.


L’artista iraniana e rodigina d’adozione, Maryam Amir Farshi Nejad dell’associazione “Mille e una notte”, ha illustrato il senso della festa. “Il Nowruz celebra l’equinozio di primavera che quest’anno cadrà il 20 marzo alle 15,46. Per noi è il simbolo della rinascita, ricco di simboli. Noi iraniani di Padova, Ferrara e Rovigo abbiamo tantissima speranza che questa guerra vada nel senso di liberarci da questo regime dittatoriale che ci opprime oramai da 47 anni. Il popolo iraniano ha scelto con consapevolezza il suo destino se questo attacco serve ad avere libertà, democrazia e una vita più felice, noi siamo disposti ad attraversarla”.

Con Maryam anche Leily, vicepresidente dell’associazione che rappresenta gli iraniani a Ferrara: “In questi giorni in Iran non c’è Internet, non possiamo parlare con i nostri cari, sento tanto la mancanza dei miei - ha detto visibilmente emozionata - A noi non piace la guerra, siamo un popolo tranquillo, ma la disperazione ti porta anche a questo”.

Protagonista del pomeriggio nel salone d’onore di Palazzo Nodari una tavola imbandita, la presentazione simbolica della tradizione del “Haft-Sin”, la tavola tradizionale del Nowruz, che rappresenta rinnovamento, pace e speranza, offrendo al pubblico un’occasione di incontro e scambio culturale.

“Ho accolto con grande emozione la proposta di accogliere in Comune la presentazione di questa ricorrenza - ha detto il sindaco Cittadin - Sono contenta che ci siano tanti cittadini iraniani oggi qui, tante ragazze che sono il simbolo veramente della voglia di libertà e di della volontà di uscire da questo tunnel che li vede perseguitati nel proprio paese e con la voglia di rinascere. Ci auguriamo tutti che queste candele siano le candele della luce alla fine di un tunnel troppo buio che ha visto e vede ancora troppe vittime in tutta l’area del Medio Oriente. La mia amministrazione è vicina al popolo iraniano”.

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