“Avete la possibilità di scegliere tra una persona imposta al Polesine alla Bassa Padovana, del tutto estranea a questi territori, lombarda, paracadutata qui per motivi non nobili, non ho timore a dirlo, e, dall’altra parte, una figura del territorio, un professionista affermato, da sempre impegnato per la sua comunità, che è riuscito nell’impresa di unificare tutte le forze politiche riformiste e di centrosinistra”.
“Domenica e lunedì siete chiamati a scegliere. Scegliere tra un figlio di questa terra, una persona competente e preparata che, se ne avrete bisogno, la domenica in piazza, o al mercato, potrete tirare per la giacca, e uno che sta a Bergamo, che con la vostra realtà non c’entra nulla, che una volta munta la mucca, ossia presi i voti, se ne andrà. Avete l’opportunità di scegliere, sta a voi”.
Una alternativa chiara e netta, quella tratteggiata, giovedì 19 marzo, da Daniela Sbrollini, senatrice di Italia Viva, e da Enrico Borghi, presidente dei senatori di Italia Viva, accorsi a Rovigo per sostenere la candidatura di Giacomo Bovolenta, polesano, veneto, avvocato, candidato alle elezioni suppletive del 22 e 23 marzo. Lo sostengono Italia Viva, Pd, Avs, le forze civiche e numerose componenti della società civile.
“Questo – ha detto Sbrollini – è un territorio penalizzato da decenni di scelte politiche non solo nazionali, ma anche regionali, sbagliate. In questi mesi, abbiamo raccolto il grido di dolore di decine di imprese, ci siamo adoperati con proposte e battaglie. E non parliamo solo del granchio blu, perché non è in difficoltà solo il settore della pesca. E si tratta di difficoltà, come detto, figlie anche della politica regionale, di quelle forze di governo che, ora, vi vogliono imporre un candidato completamente estraneo alla vostra realtà e alle vostre esigenze”.
Da parte di Borghi, poi, un passaggio anche sulle politiche di governo nazionali, strettamente connesse – e responsabili – alle criticità a livello locale. “Abbiamo una destra che ha dimostrato chiaramente di non sapere governare questo Paese – ha detto – per anni hanno scimmiottato Trump, proponendosi come suoi migliori alleati e ora, col gasolio a 2,60 in autostrada e il disastro che sta provocando, tutti i parlamentari di destra fanno a gare a cancellare Trump dai loro social e a nascondere il cappellino da Maga”.
“Immediatamente dopo lo scoppio della guerra – ha proseguito – Matteo Renzi ha chiesto al ministro Urso di intervenire per calmierare i prezzi del gasolio. Gli è stato detto che non ce n’era bisogno, che andava tutto bene, che erano fantasie. Poi si sono accorti che non era vero, e hanno scelto di intervenire. Per soli 20 giorni: questa è una chiara dimostrazione di insipienza e incapacità di Governo”.
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