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Prosecco alla spina: arrivano ispettori e multe

Per migliaia di euro, ai locali non in regola

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Scattano i controlli sulla corretta somministrazione del Prosecco nei locali pubblici di Treviso. Gli ispettori del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) hanno avviato una serie di verifiche nei bar, ristoranti e osterie, con particolare attenzione al rispetto delle normative che disciplinano la vendita e il servizio del Prosecco Doc e del Conegliano Valdobbiadene Docg.

Le ispezioni hanno già interessato due esercizi cittadini e, secondo quanto riferito, proseguiranno anche nei prossimi giorni coinvolgendo ulteriori attività. Gli accertamenti si concentrano in particolare sul divieto di somministrazione “alla spina” o sfusa del Prosecco, pratica non consentita dal disciplinare, che prevede invece l’immissione al consumo esclusivamente in bottiglie di vetro sigillate.

Durante i controlli, durati in un caso oltre tre ore, gli ispettori hanno esaminato menu e carte dei vini, verificato le modalità di servizio al banco e ai tavoli, controllato gli erogatori e ispezionato le bottiglie presenti nei locali, comprese quelle conservate nei frigoriferi. Particolare attenzione è stata riservata alle etichette, ai codici QR e alla presenza dei contrassegni anticontraffazione, al fine di accertare l’autenticità dei prodotti.

Dalle prime verifiche non sarebbero emerse irregolarità nei locali controllati. Il Prosecco risulterebbe infatti servito correttamente, sia al tavolo sia al banco, esclusivamente tramite versamento diretto dalla bottiglia.

La normativa vigente stabilisce che il Prosecco Doc possa essere commercializzato in bottiglie fino a cinque litri e il Docg fino a nove litri, utilizzando esclusivamente i contenitori e le chiusure previsti dal disciplinare. È inoltre vietata qualsiasi forma di somministrazione in recipienti diversi, come caraffe o fusti. In caso di violazioni, sono previste sanzioni amministrative che possono variare da 150 a 1.500 euro per ogni infrazione, fino ad arrivare a 5mila euro nei casi più gravi, secondo quanto previsto dal Testo unico del vino (legge 238 del 2016).

Ulteriori controlli riguardano anche il servizio al calice: l’esercente può servire il Prosecco in bicchiere, ma è tenuto a stappare la bottiglia davanti al cliente oppure a versare da una bottiglia originale già aperta. Non è consentito utilizzare sistemi di spillatura o contenitori alternativi.

Le verifiche puntano inoltre a prevenire eventuali pratiche scorrette, come la vendita di vino frizzante alla spina presentato impropriamente come Prosecco. In tali casi, oltre alle sanzioni amministrative, potrebbero configurarsi ipotesi di illecito per evocazione della denominazione o frode in commercio.

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