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PATRIMONIO


Vecchi e nuovi fantasmi in centro

Qualcosa si muove tra Padiglione Camerini ed ex Genio civile. Casa Serena al palo

Ex Questura, Silvestri, ex ghetto, ex Banca d’Italia: il risiko infinito dei vuoti urbani della città

ROVIGO - La geografia dei vuoti urbani di Rovigo cambia a ritmi elefantiaci, ma cambia. E se la città può cantare finalmente vittoria per la riqualificazione dell’ex ospedale Maddalena, il “mostro della Commenda”, e un nuovo progetto da 3,6 milioni di euro si affaccia in centro per la sede dell’ex Genio civile, ci sono nuovi fantasmi di cemento che promettono degrado se non si trovano presto soluzioni.


A partire da Casa Serena, in via Bramante: la migliore prospettiva è l’alienazione. Considerato che solo l’impianto di sorveglianza della struttura costa al Comune 100mila euro all’anno. Studentato, distruzione. Ci sono altre idee, le più originali, ma ancora nessun atto formale. E intanto il tempo passa e il complesso chiuso e vuoto dal 2023 diventa il nuovo “mostro”.
Ce n’è un altro di mostro, tra via Gattinara e via Fuà Fusinato. E’ la Caserma Silvestri: con Gaffeo era blindata: il demanio l’avrebbe destinata a archivio di stato e notarile e Agenzia delle Entrate. Intanto il tempo è passato e a sorpresa torna l’ipotesi del tribunale in un’unica cittadella della giustizia. Il tavolo tecnico tra demanio e giunta Cittadin è aperto. E quindi l’ex questura di via Donatoni che doveva essere destinata al tribunale?


Anche questa struttura, chiusa dal giugno del 2017, è demaniale. Qui, dicevamo, insisteva il progetto di un tribunale “diffuso” tra via Verdi e la caserma “Gattinara”, ma non è mai partito niente. Ora lo stabile è oggetto di discussione al tavolo tecnico con il demanio. Il ponteggio, insomma, è ben lontano dall’essere montato.


Di fronte all’ex questura è oramai transennata l’area ex vigili del fuoco. Il cancello, voluto dal Comune, è per sottolineare che l’accesso è di proprietà del Comune. Ma dentro insiste un immobile di proprietà della ditta Reale. Ecco che si potrebbe arrivare a un accordo tra privato e comune per aprire l’ingresso al privato in cambio di una recupero della parte pubblica. Il condizionale è d’obbligo.


A pochi passi da via Donatoni, lungo via Badaloni, c’è un altro fantasma in pieno centro. E’ il Padiglione Camerini, con un parco attorno e mura vincolate dalla Sovrintendenza. Era un ospedale, adesso è divorato dal tempo e dall’edera. Potrebbe rientrare nelle disponibilità del Comune già nei prossimi mesi, dicono i ben informati del Comune, grazie a un accordo pubblico privato (la proprietà è sempre in parte del Comune per la parte del parco, in parte dei privati Reale e Cefil). L’intento del Comune è di riportare l’intera area nella disponibilità della collettività, recuperare in parte l’immobile e soprattutto ricavare parcheggi dove possibile.


Spostandoci nel cuore del centro storico di Rovigo, tra piazza Garibaldi e via Silvestri, c’è l’ex ghetto con la palazzina degli ex vigili urbani attualmente un magazzino vuoto, che è oggetto di un bando ministeriale per il suo recupero. I Lavori Pubblici, che hanno partecipato, attendono una risposta da ben un anno. Quando si dice l’elefante burocratico che si perde sulla strada da Roma a Rovigo. E intanto il degrado avanza.
In via Mazzini, poi, c’è l’ex Banca d’Italia di proprietà del Comune. Un immobile di prestigio, affrescato, bello, con un giardino interno e senza una destinazione o un futuro. Completamente fermo. Un peccato.

La ex sede della Banca d’Italia in via generale Domenico Piva, invece, è stata già destinata alla Guardia di Finanza. Definito il trasferimento entro l’anno. E dunque, in via Badaloni si affaccerà presto, sotto i portici, un altro vuoto urbano. In un “gioco” di vuoti e pieni in cui a vincere, troppo spesso, è la burocrazia, l’abbandono e il degrado.

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