VOCE
caro carburanti
20.03.2026 - 05:00
Il calo del prezzo su diesel e benzina, col taglio delle accise - misura straordinaria voluta dal governo Meloni per contrastare il rialzo del costo di petrolio e gas dovuto alla guerra - si è sentito timidamente anche a Rovigo. Non già dalla prima parte della giornata di ieri, ma in qualche caso dalla serata. Alle 14,30 circa, infatti, nonostante il taglio di 20 centesimi delle accise, i prezzi in quattro distributori di riferimento nei dintorni di Rovigo non erano cambiati. Ma in serata alcune “civette” dei distributori che indicano i prezzi hanno fatto tirare agli automobilisti un piccolo sospiro di sollievo. Come in viale Porta Adige, dove tutte le aree servizio indicavano il diesel a 1,90 euro circa e la benzina a 1,60 euro circa.
Fare benzina continuerà a essere un salasso rispetto all’inizio dell’attacco in Iran (al 3 marzo il prezzo del diesel era in media di 1,750 euro e la benzina a 1,680 circa), ma il ritocco in qualche caso c’è stato.
Il taglio delle accise, spiega il Codacons, avrebbe portato, già da ieri il prezzo medio del gasolio a scendere a 1,859 euro al litro, quello della benzina a 1,623 euro al litro.
Bene, un empirico tour tra i distributori, ha dimostrato che ciò è successo a macchia di leopardo: al Metano di viale Porta Adige, a Boara, il diesel era a 2,089 euro e la benzina a 1,827 euro, mentre il metano a 1,499 euro; allo Sprea della tangenziale di Rovigo, verso Ferrara, il diesel era quotato a 2,069 e la benzina a 1,899; alla Esso dell’Area 13, il diesel costava 2,097 euro e la benzina 1,867 euro; all’Agip di Arquà Polesine, invece, diesel a 2,209 euro e benzina a 1,911; infine all’Ener Gas di viale Porta Po, diesel a 2,139 euro e benzina a 1,859 euro.
Si attende, già da oggi il calo promesso dal governo e dall’analisi delle associazioni a tutela dei consumatori.
Sempre secondo Codacons, sulle autostrade il prezzo medio del diesel scenderà a 1,925 euro/litro, la benzina a 1,706 euro/litro. L’associazione esprime comunque “dubbi sulla durata della misura fiscale, perché nella situazione attuale una riduzione per soli 20 giorni potrebbe non essere sufficiente, soprattutto in considerazione della doppia velocità che caratterizza i prezzi dei carburanti: salgono velocemente all'aumentare delle quotazioni petrolifere, scendono a ritmo da lumaca quando il petrolio si deprezza”.
“Il taglio delle accise di 20 centesimi è una misura tampone: meglio di niente, ma con una durata limitata a soli 20 giorni offre un orizzonte temporale troppo breve per le imprese”. Il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto, esprime moderata soddisfazione per la misura decisa dal Consiglio dei ministri, ma sottolinea che “in un contesto in cui il prezzo del petrolio resta attorno ai 100 dollari al barile, le aziende hanno bisogno di strumenti strutturali, non di interventi emergenziali”.
Confartigianato Imprese Veneto valuta positivamente l’introduzione del credito d’imposta per il settore dell’autotrasporto, considerato un comparto strategico per l’economia regionale. “È un segnale importante – prosegue Boschetto – anche perché tiene conto, almeno in parte, delle richieste delle categorie del trasporto merci, che hanno evidenziato come il carburante pesi fino al 30-35% dei costi operativi e come gli aumenti recenti possano azzerare margini già inferiori al 3%. Tuttavia, si può fare di più”.
Resta però un limite: “Il beneficio è riservato al solo autotrasporto. Un’estensione temporanea a tutte le imprese artigiane sarebbe stata una misura più equa e più rapida per sostenere l’intero sistema produttivo”. Nel decreto è previsto anche uno speciale regime di controllo sui fenomeni distorsivi nel mercato dei carburanti, un elemento ritenuto fondamentale.
“In una fase così delicata il rischio di speculazioni è concreto – evidenzia Boschetto – servono controlli stringenti e tempestivi che impediscano che accada quello che, purtroppo, abbiamo già visto anche con il conflitto in Ucrain”a”
“Per gli artigiani il problema è complessivo – sottolinea ancora Boschetto – oltre ai costi del gasolio, aumentano quelli di lavorazione. Pensiamo ai forni energivori, al comparto edilizio o alle materie prime, come l’alluminio, che registrano rincari importanti”.
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