VOCE
L’emergenza
20.03.2026 - 19:41
Sono 61.209 i chili di granchi blu catturati nel Delta del Po (nord e sud), su un totale di 62.468 registrati in 150 chilometri di costa, tra mare, valli e lagune del Veneto. Dati, analisi e senz’altro un andamento che non accenna a diminuire: è stato questo il focus di un problema ormai “sistematico”, come hanno evidenziato i dati del report “Blue Crab Action Plan” presentato ieri a palazzo Celio. L’analisi, aggiornata al 31 gennaio scorso, fa capo all’avvio del progetto di mappatura ambientale della durata complessiva di 30 mesi, che vede la collaborazione tra la Regione, Arpav, Veneto Agricoltura, università di Padova e Ca' Foscari di Venezia. Obiettivi comuni per contrastare quella che continua a essere un’invasione di specie aliena, fin dagli anni ’50 presente nelle acque ma mai esponenzialmente diventata un pericolo come da tre anni a questa parte. L’analisi, che rimane parziale, dato che restano ancora altri sei mesi di monitoraggio, (che fa leva su un budget complessivo di 1,5 milioni di euro, 750mila di questi provenienti da risorse regionali, 791mila da parte di un cofinanziamento fra enti regionali e istituti di ricerca) evidenzia tuttavia alcune caratteristiche chiare per comprendere, e successivamente monitorare in un piano specifico, la presenza della specie.
Tra queste, emerge che tra gli strumenti di cattura, le nasse risultano generalmente più efficaci nel Delta del Po, mentre i cogolli sembrano più adatti nella laguna di Venezia. La presenza in acqua, con una costante dominanza di maschi e una comparsa femminile più tracciabile nei picchi stagionali, è cacciata da alcuni predatori; tra questi, la tartaruga marina “Caretta caretta”, il branzino, l’orata e il palombo. Un dato non da ignorare, come ha confermato l’assessore regionale alla pesca, Dario Bond, presente ieri al tavolo degli interventi insieme al commissario straordinario nazionale per il granchio blu, Enrico Caterino, al presidente della Provincia, Enrico Ferrarese, al direttore di Veneto Agricoltura, Federico Caner, a Franca Baldessin di Arpav, al consigliere regionale Cristiano Corazzari, e al consigliere della Fondazione Cariparo, Gianluca Carraro.
“Il dato sui predatori naturali è estremamente interessante - ha evidenziato Bond - perché apre alla possibilità di integrare il controllo della specie anche attraverso la catena alimentare, in un’ottica ecosistemica e non solo di prelievo. Quello che abbiamo presentato oggi rappresenta una base senza precedenti per guidare le decisioni future. Penso che si debba trasformare un problema in un’opportunità, introducendo il granchio blu nei mercati asiatici, americani ed europei che ne sono sensibili, perché la presenza del granchio non è più episodica o emergenziale ma purtroppo sistemica”.
Fanno eco alle rilevazioni anche le condizioni di abitabilità della specie: il granchio vive bene, infatti, a 29 gradi, ovvero con 28 grammi di sale per litro, insomma, la condizione che si manifesta in tutto l’alto Adriatico. A queste temperature, con una tolleranza in inverno anche sotto i 10 gradi e in estate sopra i 30 gradi, il metabolismo dei crostacei rimane inalterato e anzi, aumenta la prolificazione. Di riflesso, la segnalazione pone l’accento sulla rapida crescita della temperatura nelle acque; dal 1984 al 2026 la variazione è stata di 2 gradi in più.
“L’obiettivo è ovviamente il contenimento della specie. Dal punto di vista operativo, ora dobbiamo, in una strategia di intenti, trasformare queste conoscenze in azioni strutturali. Emerge che ora, con dati certi e scientificamente monitorati, la specie può essere usata nel settore commerciale”, ha annotato Caterino.
Nel primo anno del progetto sono stati convocati 18 incontri del tavolo tecnico con pescatori e cooperative (Chioggia, Burano, Rosolina, Scardovari, Pila, Caorle). “Un quadro che ha visto una grande collaborazione, un quadro ora chiaro e in via di analisi che ci permette di procedere nelle analisi” ha concluso Caner. Nel piano, valutazioni di costi della crisi e le opportunità legate allo sfruttamento commerciale della specie, in un’ottica di collaborazione generale anche con gli enti emiliani. Collaborazioni, ha sottolineato Bond: “Che non hanno colore politico ma solo un obiettivo: quello di migliorare la condizione che ora si trovano a vivere pescatori, aziende, per trarre più opportunità anche da questa situazione sistematica”.
La Voce nuova | Direttore responsabile: Alberto Garbellini
Editrice Editoriale la Voce Soc. Coop. | Piazza Garibaldi, 17 - 45100 Rovigo Telefono 0425 200 282 - Fax 0425 422584 - email: redazione.ro@lavoce-nuova.it
Per la tua pubbicita' su questo sito: commerciale.ro@lavoce-nuova.it
Editrice: Editoriale La Voce Società Cooperativa. “La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo.” Redazione: piazza Garibaldi 17, 45100, Rovigo tel. 0425 200282 e:mail: redazione.ro@lavoce-nuova.it sito: www.lavocedirovigo.it
Pubblicità locale: Editoriale La Voce Soc. Coop. Divisione commerciale Piazza Garibaldi 17 - 45100 Rovigo - Tel. 0425 200282. Pubblicità Nazionale: MANZONI & C. S.p.A. Via Nervesa, 21 - 20139 Milano - Tel. 02 574941 www.manzoniadvertising.com Stampa: Tipre srl Luogo di stampa: via Canton Santo 5 Borsano di Busto Arsizio. POSTE ITALIANE S.P.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004, n.46) art. 1, comma 1, DCB (Ro). Testata registrata “La Voce Nuova” Registrazione del Tribunale di Rovigo n. 11/2000 del 09/08/2000.
Testata aderente all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria www.iap.it. Iscrizione al ROC n. 23289. Associata FILE 