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Addio a Posta1

Tariffe più care, e-commerce in difficoltà

Addio a Posta1

Dal 1° maggio il servizio Posta1 cesserà di esistere, lasciando scoperto un settore chiave del commercio online italiano. La decisione, prevista dalla legge di Bilancio 2026, elimina la posta prioritaria dal Servizio Universale, costringendo i venditori a confrontarsi con costi più alti e tempi di consegna meno certi.

Per anni Posta1 ha rappresentato uno strumento essenziale per le spedizioni leggere, rapide e tracciabili, con tariffe a partire da poco più di due euro. La sua soppressione colpisce in particolare le piccole imprese e i venditori su piattaforme come eBay e Amazon, che affidavano a questo servizio l’85-90% delle proprie spedizioni. Senza alternative equivalenti, il rischio è di aumenti fino al 15% sui prodotti più economici e di una perdita di competitività rispetto a operatori internazionali come Temu.

Le alternative proposte da Poste Italiane, tra cui Raccomandata 1 o Posta4, non soddisfano le esigenze di tracciabilità e costi contenuti richieste dal micro-e-commerce. La risposta del settore si manifesta già in forme organizzate: sindacati come la Cisl hanno chiesto confronti con il governo, mentre i venditori hanno lanciato una petizione online che raccoglie adesioni da tutta Italia.

Secondo gli operatori, la fine di Posta1 non riguarda solo i piccoli commercianti: colpisce mercati di nicchia come carte collezionabili, monete e componenti di piccola dimensione, mettendo in discussione la sostenibilità stessa di questo segmento dell’economia digitale.

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