VOCE
CASSAZIONE
21.03.2026 - 14:30
La Corte di Cassazione, alla vigilia del 19 marzo, ha emesso una decisione destinata a cambiare il quadro giuridico sui diritti dei genitori separati. La prima sezione civile, composta in maggioranza da donne, ha stabilito che in caso di divorzio non esistono automatismi nella collocazione dei figli presso la madre, né nell’assegnazione della casa coniugale.
Con l’ordinanza n. 6078/2026, i giudici hanno accolto il ricorso di un padre contro una sentenza della Corte d’Appello di Bologna che aveva collocato due gemelli di otto anni con la madre, assegnandole anche l’abitazione familiare. La Cassazione ha annullato entrambe le decisioni, rimandando il caso a una nuova valutazione, sottolineando che il criterio fondamentale deve essere l’interesse morale e materiale dei minori.
Secondo la Corte, il giudice deve considerare le reali capacità dei genitori di crescere, educare e gestire la vita quotidiana dei figli, basandosi su elementi concreti e verificabili, tra cui il rapporto affettivo e la personalità dei genitori. Sbagliato, quindi, fare affidamento su pregiudizi astratti o sulla sola tenera età dei bambini.
La decisione cancella una prassi consolidata: la madre non è più considerata automaticamente il genitore prevalente per i figli piccoli, né destinataria obbligata della casa coniugale. La Cassazione ha rimarcato che la scelta deve mirare a garantire un rapporto equilibrato e costante con entrambi i genitori, riducendo al minimo i danni derivanti dalla separazione e tutelando lo sviluppo della personalità dei minori.
Nel caso specifico, i magistrati bolognesi avevano ignorato che i figli erano accuditi principalmente dal padre, il quale dispone di orari compatibili e supporto familiare. L’ordinanza chiarisce che ogni decisione deve partire da dati concreti e valutazioni personalizzate, rafforzando il principio di bigenitorialità sancito dalla legge.
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