VOCE
Russia
22.03.2026 - 07:00
Il Cremlino stringe sulla natalità e introduce nuove linee guida che ridefiniscono il confine tra sanità pubblica e scelte personali. In Russia, alle donne tra i 18 e i 49 anni viene sottoposto un questionario dettagliato sulla vita privata e riproduttiva. Se alla domanda sul numero di figli desiderati la risposta è zero, scatta la raccomandazione di un consulto con uno psicologo clinico per orientare verso un atteggiamento favorevole alla maternità.
Il documento del ministero della Salute stabilisce un monitoraggio che parte dagli ambulatori e si estende agli aspetti più intimi, dall’età del primo rapporto sessuale all’uso dei contraccettivi, fino alla storia di eventuali interruzioni di gravidanza o problemi di fertilità. Una raccolta sistematica di dati che accompagna anche indicazioni su come pianificare una famiglia, con l’invito a considerare la fascia tra i 18 e i 35 anni come periodo ottimale per avere figli, seguendo uno stile di vita regolato e privo di eccessi.
Per le pazienti senza patologie sono previste raccomandazioni preventive, mentre chi presenta difficoltà legate alla fertilità viene indirizzato verso esami diagnostici e, se necessario, tecniche di procreazione assistita. Il colloquio psicologico resta formalmente volontario e gratuito, ma assume un chiaro valore politico. Il presidente della Commissione Sanità della Duma, Sergei Leonov, ha ribadito che non esistono obblighi, sottolineando però l’importanza dell’accesso a questo servizio.
Dietro la strategia emerge un dato allarmante. Il tasso di fecondità è sceso a 1,37 figli per donna, ben al di sotto della soglia necessaria a mantenere stabile la popolazione. Un declino aggravato dal conflitto legato alla guerra in Ucraina, che ha ridotto la presenza di giovani uomini tra mobilitazione ed emigrazione. Il presidente Vladimir Putin ha più volte richiamato il rischio di una crisi demografica strutturale.
Negli ultimi anni il governo ha affiancato agli strumenti sanitari una politica di incentivi economici, con sussidi crescenti per le madri e riconoscimenti simbolici per le famiglie numerose, elevate a modello sociale. Parallelamente si è rafforzato il controllo sul piano culturale e mediatico, con il divieto di diffusione di contenuti considerati contrari alla natalità. Le sanzioni previste colpiscono cittadini, aziende e stranieri, delineando un sistema che combina sostegno economico e pressione normativa.
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