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L’EVENTO

Levi e il Polesine, mostra in arrivo

Visitabile dal 24 aprile alla Cittadella della cultura di Lendinara, con documenti e opere inedite

Levi e il Polesine, mostra in arrivo

Visitabile dal 24 aprile alla Cittadella della cultura di Lendinara, con documenti e opere inedite

Carlo Levi e il Polesine, o forse, Levi in Polesine: aprirà il 24 aprile alla Cittadella della cultura di Lendinara la prossima mostra dedicata al politico, artista e scrittore, tra i più significativi narratori del Novecento italiano, di quella “Eboli” che ancora fa da pietra miliare nella questione meridionale del dopoguerra. Un progetto unitario a più mani per un obiettivo comune: tramandare e rendere visibili i documenti, in parte inediti, che hanno intrecciato le vicende dell’artista torinese con luoghi, persone e cronache della nostra terra. “La cultura è la reputazione di un territorio, il volano e biglietto da visita che dobbiamo curare” ha esordito Francesca Zeggio, sindaco di Lendinara, alla presentazione stampa di ieri mattina nella sala degli stucchi di Palazzo Cezza. Proprio l’amministrazione comunale lendinarese, attraverso la biblioteca civica Baccari, l’istituto che custodisce l’archivio del critico d’arte Giuseppe Marchiori, ha fatto da capofila nel trainare un progetto scaturito dall’ingegnere, collezionista e mecenate, Luciano Zerbinati. “La proposta è maturata nel corso del 2025, anno del cinquantesimo anniversario della morte di Levi, con l’inetto sì di rispolverare e far conoscere i legami che quest’ultimo ha avuto nel nostro territorio ma soprattutto per proiettare il Polesine fuori dalla sua provincialità. Lui è l’unico artista che riesco ad associare alla figura di Matteotti” ha aggiunto il collezionista, auspicando: “Levi è l’unico artista che riesco ad associare a Matteotti. Come per le celebrazioni 2024, mi auguro che questa occasione e l’inaugurazione a ridosso della festa della liberazione possano portare a una possibile visita del presidente Mattarella”.

Il sostegno finanziario della Fondazione Cariparo, rappresentata dalla consigliera Sandra Bedetti, e della Fondazione Carlo Levi di Roma, con gli eredi di Livio Rizzi, ha continuato Nicola Gasparetto, direttore della Cittadella della Cultura e curatore: “Sono stati indispensabili per realizzare questa esposizione. La mostra avrà diverse sale che ripercorreranno per nuclei espositivi, molti momenti della vita di Levi. Come l’incontro con Marchiori e le Biennali di Venezia negli anni ’50, le tappe polesane tra Lendinara e Rovigo, e ancora, l’impegno politico e il rapporto con Gian Antonio Cibotto e l’artista adriese Gian Paolo Berto, che dal ’58 assunse come aiuto, fino alla morte. I documenti saranno in dialogo con 45 opere pittoriche di Levi, 35 prestate dalla Fondazione romana, e altre messe a disposizione dagli eredi di Rizzi, da collezionisti privati e da Zerbinati. “Il Polesine ha tanto da dare – ha concluso Nadia Romeo, deputata dem alla Camera – e tanto ha dato sia culturalmente che politicamente. A breve vi sarà anche la presentazione alla sala stampa della Camera dei Deputati a Roma”. L’esposizione sarà aperta fino al 18 luglio nella sede della Cittadella della Cultura di Lendinara (via Conti, 30).

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