VOCE
plastic free
23.03.2026 - 10:54
“Spesso i contenitori vengono mantenuti negli scaldavivande e il calore può deformare la plastica”
Un semplice pasto caldo servito in una confezione di plastica ha riacceso il dibattito sul tema della sicurezza alimentare e dell’uso della plastica nei servizi di ristorazione collettiva. Il caso è emerso dopo che un docente, ha notato che le vaschette in plastica servite ad alcuni alunni erano completamente deformate a causa del calore del cibo appena distribuito. La segnalazione ha immediatamente attirato l’attenzione dei genitori e ha spinto l’associazione Plastic Free, tramite il referente provinciale Riccardo Mancin, a richiamare l’attenzione sui possibili rischi per la salute e sulla necessità di valutare alternative più sicure.
“Il caso non riguarda solo le mense scolastiche - spiega Mancin - perché le aziende che forniscono questo servizio riforniscono anche strutture come case di riposo e ospedali. Il fatto che il contenitore fosse così tanto deformato è dovuto al fatto che il cibo viene inserito ancora caldo, e i contenitori si deformano proprio per il calore”.
Secondo Plastic Free, il problema principale riguarda il tipo di plastica utilizzata. Pur essendo destinata al contatto con alimenti, non sarebbe adatta a contenere cibi molto caldi per periodi prolungati. “Spesso il cibo viene confezionato molte ore prima e i contenitori vengono mantenuti negli scaldavivande - evidenzia Mancin - una situazione che può peggiorare ulteriormente le condizioni della plastica. Inoltre, queste confezioni vengono avvolte in pellicole, aumentando l’uso di questo materiale, scelta che riteniamo non necessaria e altamente inquinante”.
Plastic Free precisa di non voler puntare il dito contro le aziende fornitrici, ma invita a una riflessione generale sull’utilizzo della plastica nelle mense. “Non è una questione di costi - aggiunge Mancin - perché non sarebbe gravoso organizzare un servizio con personale che distribuisce il cibo senza plastica e non si tratta nemmeno di episodi isolati: le segnalazioni ricevute mostrano che queste situazioni si verificano con una certa frequenza”.
Un aspetto preoccupante riguarda anche la possibilità che alcune sostanze presenti nella plastica possano migrare negli alimenti durante il contatto prolungato con il calore. “È preoccupante nel 2026 vedere ancora queste situazioni - sottolinea l’associazione - soprattutto alla luce del tema delle microplastiche e delle sostanze che possono entrare nel corpo umano, con effetti ormai ben conosciuti”. Il caso si inserisce in un contesto scientifico più ampio. Un recente rapporto di Greenpeace International ha analizzato 24 studi sottoposti a revisione paritaria, evidenziando come il riscaldamento di cibi pronti in contenitori di plastica possa rilasciare centinaia di migliaia di particelle di microplastiche e nanoplastiche negli alimenti, insieme a sostanze chimiche potenzialmente tossiche. “Le persone pensano sia sicuro acquistare e riscaldare un pasto confezionato nella plastica: in realtà veniamo esposti a un mix di microplastiche e sostanze chimiche pericolose che non dovrebbero mai venire a contatto con il cibo che mangiamo”, ha spiegato Graham Forbes, responsabile della campagna globale sulla plastica di Greenpeace Usa.
Alla luce di queste analisi, Plastic Free auspica una progressiva eliminazione della plastica dal porzionamento dei pasti nelle mense di scuole e ospedali, invitando i Comuni a garantire un servizio con maggiori controlli e attenzione. L’associazione richiama inoltre il ruolo delle aziende sanitarie locali e degli organi competenti, che dovrebbero monitorare con cura queste situazioni, prevenendo potenziali rischi per la salute pubblica.
La Voce nuova | Direttore responsabile: Alberto Garbellini
Editrice Editoriale la Voce Soc. Coop. | Piazza Garibaldi, 17 - 45100 Rovigo Telefono 0425 200 282 - Fax 0425 422584 - email: redazione.ro@lavoce-nuova.it
Per la tua pubbicita' su questo sito: commerciale.ro@lavoce-nuova.it
Editrice: Editoriale La Voce Società Cooperativa. “La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo.” Redazione: piazza Garibaldi 17, 45100, Rovigo tel. 0425 200282 e:mail: redazione.ro@lavoce-nuova.it sito: www.lavocedirovigo.it
Pubblicità locale: Editoriale La Voce Soc. Coop. Divisione commerciale Piazza Garibaldi 17 - 45100 Rovigo - Tel. 0425 200282. Pubblicità Nazionale: MANZONI & C. S.p.A. Via Nervesa, 21 - 20139 Milano - Tel. 02 574941 www.manzoniadvertising.com Stampa: Tipre srl Luogo di stampa: via Canton Santo 5 Borsano di Busto Arsizio. POSTE ITALIANE S.P.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004, n.46) art. 1, comma 1, DCB (Ro). Testata registrata “La Voce Nuova” Registrazione del Tribunale di Rovigo n. 11/2000 del 09/08/2000.
Testata aderente all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria www.iap.it. Iscrizione al ROC n. 23289. Associata FILE 