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Piscina, i costi raddoppiano

Dai 10mila euro ai 20mila per la consulenza. Impianto resta fermo e senza una data di riapertura

Piscina, i costi raddoppiano

Raddoppiano i costi della consulenza per la piscina comunale di Porto Viro, mentre l’impianto resta fermo e senza una data di riapertura: l’amministrazione comunale accelera sulle analisi per capire quale futuro sia davvero possibile.

Nei giorni scorsi il Comune ha disposto l’integrazione dell’incarico affidato alla società Demosion Consulting Srl, incaricata di supportare il Responsabile unico del procedimento (Rup) nell’individuazione della soluzione più idonea per il completamento e la valorizzazione dell’impianto natatorio. L’aspetto più rilevante riguarda proprio l’importo: il compenso per la cosiddetta “Fase 1” passa dai precedenti 9.500 euro a un totale di 19.500 euro oltre Iva, per complessivi 23.790 euro. Un incremento legato all’ampliamento delle attività richieste alla società incaricata. Nel dettaglio, la consulenza prevede ora la redazione di quattro diversi Piani economico-finanziari (Pef), ciascuno riferito a una possibile ipotesi di gestione e completamento della piscina, accompagnati da una relazione di sintesi e da un’analisi complessiva degli scenari.

Si tratta quindi di un passaggio tecnico importante, che conferma come l’amministrazione comunale stia cercando di valutare in modo strutturato tutte le possibili soluzioni, anche alla luce delle criticità emerse negli ultimi mesi: dai problemi strutturali che hanno bloccato il cantiere fino al tema, sempre più centrale, della sostenibilità economica dell’impianto.

“La situazione della piscina è complessa e richiede approfondimenti seri - commenta il sindaco Mario Mantovan - Non possiamo permetterci di prendere decisioni senza avere un quadro chiaro. L’integrazione dell’incarico serve proprio ad avere più scenari concreti sul tavolo, con numeri e dati verificabili. Capisco che l’aumento dei costi possa far discutere, ma parliamo di un investimento necessario per evitare errori più gravi in futuro. La vera domanda è: la piscina sarà sostenibile? E in che modo? A queste domande vogliamo rispondere prima di fare qualsiasi scelta definitiva”.

L’atto conferma anche un elemento ormai evidente: il progetto presenta un livello di complessità elevato e richiede competenze tecniche, legali, economiche e finanziarie, non pienamente presenti all’interno del Comune. I prossimi mesi saranno decisivi per capire quale delle ipotesi verrà ritenuta percorribile e se sarà possibile, finalmente, sbloccare una vicenda che continua a tenere banco in città.

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