VOCE
il voto
24.03.2026 - 09:00
In Polesine hanno vinto il Sì (al referendum) e Alberto Di Rubba (alle suppletive). La riforma costituzionale sulla magistratura, però, è stata bocciata a livello nazionale
Il Sì in Polesine si è imposto con il 59% dei consensi ribaltando il risultato che a livello nazionale, invece, ha premiato il No. Per quel che riguarda le suppletive, la vittoria va al centrodestra con il leghista Alberto Di Rubba che con il 57,4% ha superato Giacomo Bovolenta (centrosinistra) fermo al 34,9% e Giuseppe Padoan (7,6%), che ha registrato un buon risultato.
Ma è chiaro che per il centrodestra si tratta di una vittoria a metà, in quanto il successo del No in Italia assegna la vittoria elettorale, a livello nazionale, di questa tornata al centrosinistra. Ed è questo il dato politico principale.
Restando però entro i confini di Adige e Po il centrodestra conferma di avere la maggioranza dei consensi. E in modo piuttosto netto. Guardando il referendum, infatti la Provincia di Rovigo presenta dati in linea con gli altri territori veneti. Il Sì si è imposto con oltre il 59% dei voti, valore percentuale fra i più alti in Italia. Nelle suppletive Di Rubba, sostenuto dal centrodestra, ha vinto nettamente, nonostante non sia espressione diretta del territorio (è di Bergamo) e la sua candidatura non ben digerita da tutto il mondo di centrodestra. Il risultato dello spoglio, però, gli ha permesso di staccare il biglietto per il Parlamento, confermando che il Polesine è ancora a trazione politica di centrodestra. E questo al netto delle tantissime (oltre 24mila, il 13,6%) schede bianche e nulle finite nelle urne (per mancanza di appeal dei candidati o perché molti elettori nemmeno erano informati a dovere sulle suppletive).
Tornando al referendum in tutti i Comuni il Sì si è imposto, anche se in alcuni con un margine ridotto. E pure nelle suppletive il centrodestra ha vinto ovunque con Bovolenta che non è riuscito a imporsi nemmeno nel suo Delta. Numeri che dicono che il referendum, ma solo in Polesine (e in Veneto e Lombardia), ha confermato i rapporti di forza fra i partiti.
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