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san martino di venezze

"Addio 'Ciri', papà e lavoratore"

Se lo è portato via la malattia a soli 34 anni

Addio Michele, aveva solo 34 anni
"Sai, il tempo è scivolato via, ma non è stato tutto inutile. Io, saprò vederti crescere, è una promessa che non mancherò. E poi, ancora un altro giorno nascerà per noi...". 
Sono state le note di "Dove si va" dei Nomadi a dare l'ultimo saluto a Michele Barbierato, che hanno toccato il cuore di tutti. E non poteva essere altrimenti. 
Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 25 marzo le comunità di San Martino e Anguillara si sono strette per l'ultimo commiato al 34enne venuto a mancare prematuramente nella giornata di sabato scorso, piegato da un male, come spesso accade, ormai incurabile. 

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Tanti gli amici, i conoscenti e molta gente comune che ha riempito la chiesa di San Martino e non solo, con tante persone assiepate anche sul sagrato, che non hanno voluto far mancare la vicinanza di due comunità, che si sono ritrovate all'improvviso orfane di un ragazzo, un giovane padre e compagno, strappato troppo presto a una vita ancora tutta da vivere, ma che purtroppo il destino beffardo ha deciso diversamente. 
Michele "Ciri" per gli amici, originario di San Martino di Venezze, avrebbe compiuto 35 anni proprio il 24 marzo
Terzogenito, dopo la sorella Elisa e il fratello Marco; di professione imbianchino, passione che ha ereditato dal padre Francesco, e che poco per volta l'ha tramutata nel suo lavoro, portato avanti con impegno e dedizione. Una compagna, Anna, originaria di Anguillara, paese dove hanno convissuto fino a non molto tempo fa, in cui è nato il loro figlio Riccardo di quasi 7 anni, per poi fare ritorno a San Martino, al suo paese natìo, per costruire un futuro assieme per loro tre, vicino alla sua famiglia, al padre Francesco e alla madre Fernanda. 
Nel giro di breve tempo, una malattia incurabile ha fatto il suo inesorabile corso, provandolo nel fisico, ma non nello spirito, rimanendo sempre quel ragazzo semplice e cordiale che si incontrava in giro per il paese. 
E mercoledì pomeriggio le persone di San Martino, Anguillara e non solo, che hanno voluto ricordarlo e stringersi attorno alla famiglia erano davvero tante, a testimonianza di come un lutto simile abbia scosso le coscienze di tutti, anche di chi lo conosceva poco. 
"Oggi il cuore è più pesante del solito", le parole della sindaca Elisa Sette, che si fa portavoce di un sentimento comune.
"Quando se ne va un ragazzo come Michele, non ci sono parole che riescano davvero a spiegare quello che si prova. Perché Michele non era solo un nome, era uno di noi. Io ho avuto modo di conoscerlo, così come la sua famiglia, e so quanto fossero legati da un affetto sincero, fatto di cose semplici e vere. Michele era un ragazzo buono, discreto, sempre gentile. Uno di quelli che incontri per strada e ti salutano con il sorriso. Un lavoratore, un papà, una persona perbene. Fa male pensare che un padre così giovane sia stato strappato al suo bambino, alla sua compagna, ai suoi genitori. Fa male perché è ingiusto, perché arriva troppo presto. In questi giorni ho visto un paese fermarsi, stringersi, commuoversi. Ed è forse l’unica cosa che possiamo fare: restare uniti, far sentire alla sua famiglia che non sono soli. A loro va il mio abbraccio più sincero, non solo come sindaco, ma come persona che condivide questo dolore".
Un paese che, ancora una volta, perde un giovane con una vita e un futuro davanti. Due comunità che si sono strette attorno alla famiglia, per far sentire la vicinanza, e condividerne assieme il dolore nel salutare un'ultima volta Michele, ragazzo buono, come il suo animo, accompagnato in cielo dalle note profetiche e toccanti dei Nomadi. 
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