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Il nuovo negozio divide il paese

L’attività di ortofrutta all’ingresso di Contarina accende il dibattito cittadino sul decoro urbano

Il nuovo negozio divide il paese

Un nuovo negozio di ortofrutta all’ingresso di Contarina accende il dibattito cittadino. Non per questioni sanitarie o irregolarità, che non sussisterebbero, ma per un tema più sottile: il decoro urbano e, sotto traccia, il cambiamento delle abitudini commerciali. A sollevare la questione nei giorni scorsi è stata la consigliera di minoranza Armida Panizzo, intervenuta sui social dopo aver ricevuto alcune segnalazioni da parte di cittadini.

A seguito di queste, la consigliera si è mossa chiedendo informazioni a Ulss5 e al Comune, evidenziando come “non esista alcuna infrazione delle regole dal punto di vista igienico e sanitario”, ma definendo allo stesso tempo “molto discutibile” l’impatto visivo dell’attività, situata in via Contarini, una delle principali vie di accesso alla città. Il punto centrale riguarda soprattutto l’ampia esposizione di frutta e verdura all’esterno del negozio che, secondo alcuni, comprometterebbe il decoro dell’ingresso al paese. Nei primi giorni di attività, inoltre, sono state segnalate situazioni di parziale occupazione del marciapiede durante le operazioni di scarico della merce. Sotto al post della consigliera il confronto si è acceso rapidamente, evidenziando una netta divisione tra i cittadini.

Da una parte c’è chi esprime preoccupazione per il cambiamento: “Ci stiamo facendo andare bene troppe cose”, scrive un utente. “Se va avanti così Porto Viro fa una brutta fine, è solo l’inizio”, commenta un altro. Dall’altra emergono invece posizioni più pragmatiche o favorevoli: “È una cosa normalissima, basta andare in qualsiasi città”, osserva un cittadino. “Quando vedi la merce fuori ti viene voglia di fermarti”, aggiunge un altro. Interpellate alcune attività vicine, il clima appare decisamente più disteso. “E’ anche bello da vedere. Si vede che lavorano e la gente entra”, racconta un commerciante della zona. “Le lamentele ci sono state solo i primi giorni, perché stavano scaricando e gli spazi erano stretti”, aggiunge un altro.

Quanto ai gestori del negozio, uno di loro riferisce come i vigili abbiano effettuato una verifica sulla proprietà dell’area compresa tra le mura del locale e il marciapiede, ossia quella utilizzata per l’esposizione della merce, risultata essere privata e quindi conforme all’utilizzo. Lo stesso precisa inoltre di non essere a conoscenza delle polemiche emerse in questi giorni, spiegando che l’unico riscontro avuto finora è stato proprio il controllo da parte della polizia locale e l’elevata frequentazione dell’attività da parte dei cittadini. Ma il dibattito, al di là degli aspetti tecnici, sembra riflettere qualcosa di più profondo: il modo in cui una comunità reagisce ai cambiamenti, soprattutto quando questi toccano abitudini visive e culturali consolidate.

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