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CHIESA E MONDO

Mullally, primo arcivescovo donna

Oggi pomeriggio la cerimonia di insediamento a Canterbury, presente il principe William

Mullally, primo arcivescovo donna

Oggi, 25 marzo 2026, Sarah Mullally entrerà nella storia come prima donna Arcivescovo di Canterbury, guidando la Chiesa d’Inghilterra in un momento segnato da divisioni interne e sfide culturali. La data scelta coincide con la Festa dell’Annunciazione, nota come Lady Day, simbolo di chiamata e rinnovamento spirituale, sottolineando il significato del suo insediamento.

La cerimonia si terrà alle 15 (ora inglese) nella Cattedrale di Canterbury, cuore millenario della Chiesa anglicana. Sebbene Mullally sia già stata formalmente eletta e confermata nella carica, l’intronizzazione rappresenta l’avvio pubblico del suo ministero come Primate. La procedura di nomina ha seguito i canoni tradizionali: dalla Canterbury Crown Nominations Commission all’approvazione del Primo Ministro e di Re Carlo III, fino all’emanazione del Congé d’Élire e delle Lettere patenti, che hanno sancito l’elezione. Sarah Mullally, già Vescova di Londra e prima donna a ricoprire tale ruolo, vanta una carriera da infermiera oncologica e da Chief Nursing Officer dell’Inghilterra. Ha sempre descritto il suo percorso professionale come un riflesso dell’amore di Dio, e la sua nomina segna un ulteriore passo verso la modernizzazione della Chiesa.

Durante la cerimonia, Mullally sarà ufficialmente insediata sul trono diocesano e sulla Cattedra di Sant’Agostino, giurando sugli antichi Vangeli di Canterbury. L’evento coinvolgerà rappresentanti della Comunione anglicana, altre confessioni e religioni, oltre a membri della famiglia reale. La nomina della prima donna Arcivescovo arriva in un contesto di tensioni sui temi di genere e sessualità. La Chiesa d’Inghilterra ha progressivamente aperto le porte alle donne, dalla prima ordinazione nel 1987 alla consacrazione di vescovi femminili nel 2014. Sul fronte LGBTQ+, invece, le posizioni rimangono divisive: nel febbraio 2026 il Sinodo generale ha sospeso i lavori sul dossier Living in Love and Faith, rinviando la possibilità per il clero di celebrare benedizioni per coppie dello stesso sesso. L’Arcivescova ha definito la decisione un passo pragmatico, pur riconoscendo le ferite generate dal dibattito.

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