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veneto
26.03.2026 - 09:06
Avrebbe compiuto un anno giovedì, ma il suo primo compleanno non arriverà. Giada Mengatto, la bambina di Lobia affetta da sindrome di Down e da una grave malformazione congenita all’esofago, è morta mercoledì scorso all’ospedale di Padova, dove era ricoverata fin dalla nascita. Aveva lottato per quasi dodici mesi, sempre assistita dall’équipe pediatrica.
A ripercorrere la vicenda è il padre, Paolo, 45 anni, operaio metalmeccanico. La diagnosi era arrivata durante la gravidanza. "I medici ci avevano spiegato subito la situazione: sindrome di Down e una malformazione importante", racconta. Insieme alla moglie Giulia Valeretto, 43 anni, dipendente di una mensa scolastica, la scelta è stata quella di portare avanti la gravidanza.
Giada era nata il 26 marzo 2025. Dopo il parto non aveva mai lasciato l’ospedale: prima la terapia intensiva neonatale, poi il trasferimento in chirurgia pediatrica. Nei mesi successivi la bambina era stata sottoposta a controlli costanti, con alcuni miglioramenti sul piano dell’udito e della vista, mentre restavano criticità legate ad altri organi.
Il 13 marzo scorso era stato programmato un intervento chirurgico complesso per consentirle di alimentarsi in modo autonomo. L’operazione, iniziata alle 8 del mattino, si era conclusa in tarda serata. Secondo quanto riferito ai familiari, l’esito iniziale appariva positivo.
Poche ore dopo, però, il quadro clinico è precipitato. Il cuore della bambina si è fermato ed è stato necessario intervenire con le manovre di rianimazione. I medici hanno riscontrato il collasso di un polmone e condizioni critiche degli altri organi. Giada è stata collegata ai supporti vitali.
Nei giorni successivi sono proseguiti i monitoraggi e gli incontri tra l’équipe sanitaria e i genitori, affiancati anche da psicologi. Lunedì sera è arrivata la comunicazione: non c’erano più possibilità di recupero neurologico. I medici hanno avviato gli accertamenti previsti e disposto l’autopsia per chiarire le cause del peggioramento improvviso.
Mercoledì la decisione dei genitori di interrompere i trattamenti. "Le macchine l’avrebbero mantenuta ancora per poco, ma gli organi erano compromessi", riferisce il padre. Il funerale sarà celebrato venerdì alle 10.30 nella chiesa di Lobia, con partenza dall’ospedale civile di Padova.
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