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“Ora arriva la stangata sui prezzi”

Di Confartigianato

“Ora arriva la stangata sui prezzi”

Nuova ondata di aumenti nei cantieri, guaine, cappotti termici e tetti con aumenti fino al 30%: dal primo aprile, infatti, scatteranno ulteriori aumenti dei prezzi dei materiali, i magazzini lo hanno già comunicato alle imprese del settore. Colpiti soprattutto i prodotti legati al petrolio come il bitume e all’energia, dal polistirolo alla lana di roccia, fino ai costi di trasporto che sono già aumentati del 15%. E per Confartigianato Imprese Veneto “servono interventi concreti e immediati come velocizzare i pagamenti da parte della pubblica amministrazione, semplificare e rendere più rapido il versamento di Iva e ritenute fiscali , spingere con incentivi l’autoproduzione energetica nei cantieri e nelle sedi aziendali”.

Confartigianato evidenzia poi come “il sistema delle costruzioni stia vivendo una fase di forte pressione, aggravata dall’instabilità geopolitica internazionale e dalle tensioni sui mercati energetici. A subire aumenti saranno proprio diversi prodotti chiave per i cantieri: polistirolo (cappotti termici) +15%, legato all’andamento del petrolio; lana di roccia, fino al +30%, a causa dei costi energetici del processo produttivo; pitture +5%; trasporti +15%; bitume (guaine) +20%; tubi pvc 20%; laterizi (coppi e mattoni) +20%. Altri materiali, come cartongesso e rasanti, risultano al momento più stabili, ma arrivano già da precedenti rialzi (ad esempio cartongesso e cemento hanno registrato aumenti attorno al +10%)”.

In Veneto il comparto dell’edilizia artigiana conta 35.700 imprese, tra edili, marmisti, pittori e posatori, e rappresenta circa un terzo dell’intero tessuto artigiano regionale, dando lavoro a quasi 65mila addetti. “Un sistema diffuso e capillare che oggi risente in modo diretto delle tensioni sui prezzi delle materie prime e dei costi energetici”, rimarca Confartigianato.

Thomas Fantin, Presidente della federazione edilizia di Confartigianato Imprese Veneto rimarca: ““Sembrava che, conclusa la fase del Superbonus 110%, i prezzi potessero rientrare invece assistiamo a una nuova crescita che rischia di comprimere ulteriormente i margini delle imprese. Nel comparto dei lavori pubblici, le imprese possono oggi contare su uno strumento di protezione introdotto dal nuovo Codice degli appalti, l’articolo 60 prevede infatti l’obbligo di inserire nei contratti clausole di revisione prezzi, ma chi lavora nel privato non ha tutele. Secondo il Codice degli appalti quando i costi dei materiali superano determinate soglie (3% per i lavori), scatta un meccanismo automatico di adeguamento basato su indici ufficiali, che consente di compensare gran parte degli aumenti: un cambio di paradigma importante, che evita alle imprese di lavorare in perdita e contribuisce a garantire la continuità dei cantieri pubblici anche in contesti economici instabili”.

Ben diversa la situazione, chiarisce Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto “nel mercato privato, dove queste tutele non esistono. Qui gli artigiani si trovano a dover assorbire direttamente gli aumenti o a rinegoziare contratti spesso già sottoscritti: è proprio nel settore privato che si concentra oggi la maggiore criticità perché manca un sistema di compensazione automatica come quello previsto negli appalti pubblici. Le nostre imprese stanno affrontando una nuova fase di rincari che non possono gestire da sole. Riteniamo importante, poi, rafforzare il monitoraggio sull’andamento dei prezzi dei materiali da costruzione per prevenire fenomeni distorsivi”.

Per questo Confartigianato Imprese Veneto chiede al Governo “interventi concreti e immediati come la velocizzazione dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, semplificazione e maggiore rapidità nel versamento di Iva e ritenute fiscali , incentivi per l’autoproduzione energetica nei cantieri e nelle sedi aziendali”.

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