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Pertosse, allarme tra gli adulti

Contagi in crescita, vaccini dimenticati

Pertosse, allarme tra gli adulti

La pertosse torna a diffondersi in Italia e non riguarda più soltanto l’infanzia. I dati europei indicano un’impennata significativa dei casi tra il 2023 e il 2024, con numeri che superano di oltre dieci volte quelli registrati nel periodo precedente. A riaccendere l’attenzione è stato anche un recente episodio in ambito sportivo, dove un focolaio ha coinvolto una squadra di calcio professionistica.

Malattia infettiva di origine batterica e altamente contagiosa, la pertosse si trasmette per via aerea attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse. Per lungo tempo considerata tipica dei bambini, oggi mostra una diffusione crescente anche tra gli adulti. Alla base di questo fenomeno c’è soprattutto la progressiva perdita di efficacia del vaccino nel corso degli anni, unita alla scarsa adesione ai richiami periodici.

Secondo gli esperti, la copertura vaccinale nell’infanzia resta elevata, ma tende a diminuire con il passare del tempo. Senza richiami regolari, aumenta il numero di persone esposte al contagio, in particolare in ambienti chiusi e affollati dove il contatto ravvicinato facilita la trasmissione del batterio.

La pertosse è causata dal batterio Bordetella pertussis e continua a circolare a livello globale, nonostante i programmi di vaccinazione abbiano ridotto sensibilmente i casi nei Paesi industrializzati. L’essere umano rappresenta l’unico serbatoio dell’infezione, rendendo il contagio esclusivamente interumano e difficile da eliminare del tutto.

Dal punto di vista clinico, la malattia esordisce con sintomi lievi, simili a quelli di un raffreddore, tra cui tosse moderata, febbre bassa e secrezioni nasali. Con il passare dei giorni, il quadro può aggravarsi: la tosse diventa intensa e persistente, accompagnata da crisi respiratorie che possono durare settimane o, nei casi non trattati, anche mesi.

La terapia antibiotica, se avviata tempestivamente, consente una riduzione significativa dei tempi di guarigione e limita il rischio di complicanze, che possono essere rilevanti soprattutto nei soggetti più fragili. Proprio per questo, la diagnosi precoce e la prevenzione attraverso la vaccinazione restano strumenti fondamentali per contenere la diffusione della malattia.

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