VOCE
cultura
27.03.2026 - 18:09
Incanto surreale e non surrealista. Linea sottile non divisoria. Artista poliedrico ma non disperso. Fu tutto questo Leone Minassian. E ora la sua arte rivive nelle sale affrescate della palladiana Villa Badoer a Fratta Polesine. Inaugurata oggi, tra autorità e ospiti, la nuova mostra antologica “Forme nello spazio” dedicata all’eclettico pittore del Novecento che fece del cambiamento la sua cifra stilistica.
Già il cognome suggerisce atmosfere lontane, sguardi di una civiltà cerniera fra oriente e occidente, gli scenari di un corno d'oro che lo vide nascere nel 1905 proprio a Istanbul, allora Costantinopoli. Il mare lo unirà a quella che diventò poi di fatto casa sua, Venezia, e lo farà transitare per le vacanze estive anche a Trecenta, dagli zii, fra le incursioni della scuola di nudo all’Accademia di Belle Arti e l'influenza di Ensor, Van Gogh, Arp, Morandi e Gino Rossi.
“Siamo orgogliosi di poter offrire un’importante occasione per riscoprire l’opera di un artista e intellettuale di grande originalità nel panorama dell’arte veneta con questa mostra la Provincia di Rovigo, tramite il servizio cultura, prosegue il percorso di valorizzazione degli spazi di Villa Badoer attraverso le opere di personalità artistiche che nel secolo scorso hanno legato il loro nome al territorio polesano, traghettandolo poi nella fama internazionale. Uno sforzo che condividiamo con la Fondazione Cariparo” ha esordito, salutando il folto parterre di autorità e attori coinvolti, il presidente Enrico Ferrarese, insieme alla consigliera provinciale con delega alla Cultura, Lucia Ghiotti.
Prima del taglio del nastro, il momento di approfondimento offerto dal curatore, Alfredo Sigolo, funzionario del servizio cultura provinciale, Stefania Portinari, docente di Storia dell’Arte contemporanea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, e Nicola Gasparetto, responsabile della Cittadella della cultura di Lendinara e dell’archivio Giuseppe Marchiori. Dopo, la visita al piano nobile, dove l'esposizione sarà visitabile, con l'accesso alla villa patrimonio Unesco, fino al fino al 7 giugno. Tra oltre 80 opere presenti, comprendenti oli su tavola e tela, disegni e acquerelli, l'evento restituisce, come in un caleidoscopio magico dove la forma diviene sostanza di un infinito onirico che strizza l'occhio al surrealismo magico, il filo di una vita e di un'esperienza d'arte. Prima, infatti, le vedute polesane degli anni '30, poi le personalissime nature morte degli anni '40, fino al periodo cupo del '50 e all'esplosione coloristica e sempre più astratta dei ruggenti anni '70, la vera e propria consacrazione geniale e onirica, italiana quanto internazionale. E Fratta, da ieri, ne diviene tappa.
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