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Adriatic, si cercano rotte alternative

Il terminal al centro di strategie per la diversificazione. Ad aprile il metano arriverà da altri siti

Adriatic, si cercano rotte alternative

Caro carburante, caro bollette e inflazione sono già un dato di fatto portato dalla guerra tra Stati Uniti-Israle e Iran. Ed anche le strategie del mercato energetico si devono adeguare.

Il rigassificatore Adriatic lng al largo di Porto Viro ora si trova al centro delle dinamiche energetiche correlate alla guerra nel Golfo. Questo perché il bombardamento di impianti e siti in Qatar (in particolare la città industriale di Ras Laffan) e lo stop ai traffici nello stretto di Hormuz hanno, di fatto, bloccato la produzione e l’esportazione di gas naturale liquefatto (Gnl) verso l’Europa. E infatti, al momento, per il mese di aprile tutti i trasferimenti su nave metaniere da Doha sono cancellati, mentre quelli di marzo sono tutti giunti a destinazione, con l’ultimo carico che approderà al terminal gasiero bassopolesano il 30 marzo.

Questo significa che nel prossimo futuro occorrerà implementare altre rotte del gas, ed Edison (titolare di un accordo di fornitura di gas con Qatar Energy fino al 2034), che pare non abbia ancora segnalato variazioni rispetto al calendario degli slot di aprile al terminale, secondo indiscrezioni, sarebbe al lavoro per “dirottare” sull’impianto alcuni carichi provenienti da altri Paesi (probabilmente dagli Stati Uniti). Cosa che potrebbe portare ad un aumento dei costi.

Per avere un’idea dei flussi di gas provenienti dal Qatar basti pensare che l’attuale capacità di rigassificazione del terminale Adriatic Lng è di 9,5 miliardi di metri cubi all’anno. Di questi 6,4 miliardi di metri cubi-anno è quella allocata a Edison (con il Gnl proveniente dal Qatar) fino al 2034, pari a una percentuale di più del 65% dell’attuale capacità dell’impianto. Nel 2025 la capacità di rigassificazione del terminal era di 9 miliardi di metri cubi (più del 70% della quale allocata Edison). L’anno scorso il terminale ha ricevuto 71 navi metaniere provenienti principalmente da Qatar e Stati Uniti, oltre che da Nord Africa e Sud America, la maggior parte delle quali appartenenti alla classe Q-Flex. Adriatic Lng è l’unico terminale in Italia in grado di ricevere questa tipologia di navi, con evidenti benefici in termini di efficienza logistica e ottimizzazione dei volumi trasportati.

Il terminal al largo di Porto Viro è diventato infrastruttura ancor più strategica per l’Italia dal 2022 quando la guerra in Ucraina ha troncato le forniture all’Italia del gas russo, determinando così la ricerca di forniture alternative. Ora con la prospettiva di un possibile stato di forza maggiore del Qatar, che fermerebbe l’export da Doha, si sta ripetendo una situazione analoga. Senza contare poi che il blocco di Hormuz porterà ad un generale rialzo dei prezzi. A risentirne sarà anche l’agricoltura perché coinvolti dal blocco sono anche le forniture di fertilizzanti.

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