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Polesine, arte da riscoprire, anche nei giorni di festa

Virgilio Milani, una Bibbia preziosissima, mostre e musica nel territorio

Polesine, arte da riscoprire, anche nei giorni di festa

Quale migliore sorpresa se non quella di ritrovarsi a Londra e scoprire che un pezzo di Polesine è custodito nei meandri della British library? O che la ville lumiere non è poi così distante da Palazzo Roverella?

Emozione sottile ma indicativa, forse a nervi scoperti una rivelazione da poco, ma, nel cuore, un dato che dice molto. E di queste storie, proprio il nostro territorio ne è zeppo, basta avere un tracciato per scoprirlo. In aiuto viene il nuovo numero del Festivo, in uscita domenica con la Voce. Come un respiro lungo che spazio dall'alto al basso Polesine, il numero abbatte i confini per raccontare, attraverso il piglio delle tante firme che lo compongono, storie, motivi per far sì festa intorno al nostro patrimonio. E come farlo se nono partendo con uno dei più grandi scultori del Novecento, Virgilio Milani. Ingiustamente e forse sbadatamente reputato “di regime” seppe invece reinterpretare in una chiave moderna un rinascimento maturo nel pieno di una terra di pianura ma con lo sguardo altrove.

Come, allo stesso tempo, parla internazionale anche la “nostra” piazza Annonaria; sì quella che venne tracciata su lascito del conte Domenico Angeli sul perimetro dell'antico chiostro domenicano di sant'Antonio Abate, il più antico mercato coperto della città, elemento comune a tutte le grandi città estere. Che sia il Borough Market londinese o quello di Tenerife, lì il profumo di una quotidianità scandita dai pettegolezzi mentre si compra il pesce, delle storie del vicino mentre si acquista il pane. Tutti beni che idealmente possiamo visitare con il passaporto del viaggiatore, come, ad esempio, Villa Pellegrini, il cuore ritrovato di Salvaterra. Non da meno, la scoperta di Degas e Zandomeneghi con la mostra del RoverellaImpressionismo tra Firenze e Parigi”, fino al 28 giugno 2026.

E ancora, giusto il tempo di un giro d'accordi di un Mozart esaltato al Teatro Sociale, con la sua sinfonia n. 41Jupiter”, o della storia dell'eredità di un certo conte Venezze che diede vita all'istituzione musicale che ancora oggi conosciamo ed p conosciuto a livello internazionale, l'eredità della Bibbia istoriata padovana per la prima volta riunita, nel fascicolo concordiamo di Rovigo con quello londinese, al Museo Diocesano di Padova, fino al 19 aprile 2026.

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