VOCE
rovigo
28.03.2026 - 07:35
L’edificio ex Gabar di viale Oroboni cambia musica. Sì, perché il progetto di trasformare l’immobile fatiscente e degradato nella nuova Cittadella delle arti e della musica, attraverso i 15 milioni di euro di fondi Pnrr erogati per il Pinqua, è finito in un cassetto. Da subito però va chiarita una cosa: l’edificio verrà sì risistemato e messo in sicurezza ma non verranno realizzate le finiture interne e anche la destinazione ha subito una battuta d’arresto che se non è definitiva, poco ci manca. Questo per una serie di motivi che non sono esattamente un dettaglio, anzi. A spiegarli è l’assessore al Pnrr Lorenzo Rizzato: “L’idea di non completare l’intervento all’ex Gabar o, meglio, di realizzarlo solo per la parte della messa in sicurezza è legata ai costi del progetto e ai tempi lunghi per realizzarlo a causa delle prescrizioni della Soprintendenza, con queste ultime che incidono anche sui costi, e poi come amministrazione vogliamo dare delle risposte alle esigenze dei residenti perché, con il risparmio che si determina dalla revisione del progetto, realizziamo i parcheggi senza utilizzare le risorse comunali. Diamo così la precedenza ad un intervento più veloce da realizzare, risolvendo il grave problema della carenza dei posteggi della zona. Tra l’altro, a livello di bandi e finanziamenti regionali o ministeriali è più facile reperire risorse per sistemare un immobile storico piuttosto che un parcheggio. Dunque, in accordo con il Ministero delle infrastrutture abbiamo deciso di fare questa operazione che riteniamo lungimirante e sensata, che ci fa rispettare i tempi e risolvere il problema parcheggi”. Il parcheggio al quale fa riferimento l’assessore è quello da 60 posti auto che verrà ricavato sul terreno che si estende sul retro dell’ex Gabar.
L’ex comando della polizia locale, ad oggi si presenta “imprigionato” dai ponteggi, con uomini e mezzi al lavoro per il recupero. Con la revisione del Pinqua approvata nelle scorse settimane, il Ministero ha dato l’ok anche alla proroga a fine giugno della scadenza per il completamento di tutti i sette interventi nei quali si articola il programma di opere. “L’intenzione – chiarisce Rizzato – è comunque quella di completare l’edificio più avanti. Per la sua destinazione stiamo valutando delle soluzioni diverse rispetto alla Cittadella delle arti e della musica”. L’assessore, però, non si sbilancia sulle ipotesi al vaglio: “E’ presto per parlarne”. A questo punto, però, perdono di valore le convenzioni siglate nel 2021 tra l’allora amministrazione Gaffeo e il Conservatorio Venezze, il Cur e l’Istituto comprensivo Rovigo 3 per l’utilizzo futuro della programmata Cittadella. Proprio mentre il Conservatorio sta lavorando con il Comune per istituire la banda musicale cittadina.
Quanto alle citate prescrizioni della Soprintendenza per i vincoli che gravano sull’immobile, è previsto che nella parete sul retro, affacciata su via Galimberti, debbano essere ricavate delle finestre uguali a quelle in vista su via Oroboni. “Inoltre – aggiunge l’assessore – devono essere montati delle particolari tipologie di serramenti fatti con un particolare materiale prodotto da un’unica azienda specializzata. Ad un costo stimato di 800mila euro”. Un costo esoso che è andato ad aggiungersi ad altri vincoli per i quali, alla fine, “il Ministero è stato comprensivo viste le oggettive difficoltà tecniche – sottolinea l’assessore – ma ci tengo ad assicurare che siamo dentro le tempistiche per il completamento di tutte le opere”. Il social housing, vero cuore del Pinqua, è infatti agli sgoccioli: il cantiere sta completando la parte impiantistica, “e anche con gli altri interventi abbiamo accelerato il più possibile – conclude Rizzato – pur mancando le risorse per realizzare tutto quello che era previsto nel progetto originario. Nel complesso siamo tranquilli, non c’è il rischio di perdere il finanziamento Pnrr e le tempistiche saranno rispettate”.
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